ESISTE UNA MATRIX CHE STA' PER ESSERE DISTRUTTA PER SEMPRE

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23 febbraio 2012

(Credits: Dott. Lorenzo Acerra)


Allucinazione di massa pilotata: H.I.V.   


Donna di 39 anni, madre di una bimba 13enne. Era stata ricoverata 8 volte nell'ultimo anno per polmonite. Durante l'infanzia aveva sofferto di otiti, infezioni polmonari ricorrenti, epatite, foruncolosi, diarrea, frequenti convulsioni febbrili. Il peggioramento sostanziale iniziò dopo i 28 anni, con linfopenia, epatite e infezione cronica polmonare (la Tac rivelava bronchiectasia), IgE totali a 1789 IU/ml, CD4 a 190/ul [Ozsahin 1997]. La negatività del test HIV permise di indirizzare le indagini verso altre piste, in particolare in questo caso fu identificato il deficit enzimatico di Adenosin- Deaminasi, che è una nota causa di ridotti CD4.




Alla fine degli anni Settanta tutto il complesso industrial-farmaceutico scientifico che era stato schierato sulle indagini dei retrovirus come causa del cancro era ad un vicolo cieco e implorava ai suoi tecnici di mettere le mani nel brevissimo termine su qualcosa per poter giustificare la propria sopravvivenza ai fallimenti sul fronte del cancro! Perche' sui retrovirus come causa di cancro non si poteva più speculare o ottenere niente.

Era quasi obbligata una conversione di tutte quelle strutture e dipartimenti e investimenti all'immensa balla della ricerca sulla sinfrome da AIDS!

Fu chiaro in quel momento storico a tutti i partecipanti che formulare una qualsiasi ipotesi di un ruolo dei retrovirus in una patologia umana sarebbe stato appoggiato dal sistema con tutte le sue forze politiche ed economiche disponibili!

Servivano categorie in cui si potessero trovare facilmente persone che erano molto malate per attribuire su loro l'epidemia dell'ipotetico retrovirus assassino.

Mancavano solo il test fasullo e l’accerchiamento di persone che erano molto malate per attribuire su di loro l’epidemia dell’ipotetico retrovirus assassino.
Gli sforzi vennero concentrati su categorie che schieravano nelle proprie fila persone molto malate, drogati, omosessuali, prostitute, africani tubercolotici, e di lì poi anche i vari sistemi religiosi e umanitari si unirono al carrozzone.

Gallo, con alcune imprecisioni che poi sono entrate nella storia trovò un varco e così iniziarono gli investimenti miliardari all’immensa balla della ricerca sull’ AIDS !

Questo video di 8 minuti non ha la pretesa di essere un’altra storia dell’Aids che possa competere con quelle – di valore – che sono già state scritte, è solo una modesta ricerca, un’esigenza interiore.


Oggi il movimento del dissenso raccoglie oltre 1500 firme tra virologi, infettivologi, epidemiologi ed altri specialisti tra cui 3 premi Nobel, tutti indignati dalla colossale mistificazione e speculazione imbastita intorno all’AIDS.

Sin dal 2001, anno in cui sono arrivati i risultati del Progetto per la mappatura del Genoma Umano
è stato chiaro che stava per essere irrimediabilmente buttato a mare il concetto stesso di "retrovirus". 

Nel 1970 fu scoperto, in estratti di certe cellule, un enzima (denominato poi "transcriptasi inversa") capace di convertire la molecola di RNA in DNA. I ricercatori, insomma, verificarono che alcuni RNA trascrivevano se stessi "all'inverso" al DNA. Ma, in ossequio al Dogma Centrale della Genetica molecolare, si dissero (tra di loro) che qualsiasi cosa causa la trascrizione dal RNA al DNA è da considerarsi eccezionale e deve essere una sorta di contaminazione virale (da cui il termine "retrovirus"). Dunque, negli anni '70, Nixon dichiaro' la guerra al cancro e il 60% dei finanziamenti alla ricerca andarono ai virologi nel loro sforzo di correlare queste attivita' anomale al cancro. Ma dopo dieci anni di fallimenti, Gallo dimostro' che almeno si poteva attribuire ad un test di frammenti di HIV la malattie dei drogati.

Ma di retrovirus ne sono stati individuati ed isolati circa 200, tutti assolutamente innocui. Perche' gli altri ipotetici retrovirus non causano malattie? In qualsiasi momento e in qualsiasi luogo la attività transcriptasica inversa venisse rivelata si riteneva che i retrovirus fossero presenti. Ma questo si dimostrò un grave errore, poiché era già noto agli inizi degli anni '80 che la medesima attività enzimatica era presente in tutta la materia vivente provando così che la transcriptasi inversa non aveva niente a che fare con i retrovirus per sé. ( Franchi 1997) Ciò nonostante molti scienziati non tennero conto di questa evidenza e continuarono a lavorare alacremente sull'ipotesi oramai falsificata. 

Gli ultimi sviluppi del Progetto Genoma Umano dimostrano ormai inequivocabilmente che il passaggio da RNA a DNA non è affatto una aberrazione, piuttosto è ciò che potrebbe spiegare la complessità umana. Il DNA sarebbe allora come una sorta di libreria dove il RNA va a prendere le informazioni che gli servono per governare la cellula. Il Dogma Centrale è soltanto una costruzione teorica che non ha retto alla prova dei fatti.

L'appartenenza dell'HIV alla famiglia dei retrovirus e' l'unico dato su cui tutti sono d'accordo. Ebbene se l' HIV è un retrovirus, la teoria virale dell'Aids è priva di fondamento! L'intero gruppo di virus cui l'HIV apparterrebbe, i retrovirus non ha niente di patologico e non e' un gruppo di virus. Era ritenuto tale fino all'inizio degli anni ottanta. La questione è stata ben sintetizzata nel 1998 dal virologo Stephen Lanka: "...studiando la biologia evolutiva trovai che ognuno dei nostri genomi, e quelli delle maggiori piante e animali, è il prodotto della cosiddetta trascrizione inversa: RNA che si trascrive nel DNA. [...] L'intero gruppo di virus cui l'HIV apparterrebbe, i retrovirus [...] nei fatti non esiste per nulla". ( Lanka 1998)

A cosa e' dovuta la malattia allora? Nel 1995 O'Brien, del National Cancer Institute, stimava nella popolazione generale un'incidenza dello 0.6% di una grave riduzione dei CD4 in individui non-HIV. Secondo questi dati, gli Stati Uniti, con una popolazione complessiva di 250 milioni, hanno due milioni di individui (lo 0.6%) con immunodeficienza ma HIV negativi, mentre un altro milione di statunitensi (lo 0.3%) sono HIV positivi.

Se si vanno ad esaminare possibili difetti molecolari alla base di questa sindrome di immunodeficienza acquisita NON- HIV, si trovano dei deficit enzimatici. Il deficit enzimatico di Adenosin- Deaminasi è tra il più diffuso fattore eziologico della Idiopathic CD4 Lymphocitopenia, anche se la scarsa diffusione delle competenze e tecniche diagnostiche spesso ne previene l'identificazione (altri deficit enzimatici che notoriamente determinano una condizione di bassi CD4 sono a carico degli enzimi PNP, Purine nucleoside Phosphorylase, e ATPasi, adenosine tri-phosphate). 





Dott. Lorenzo Acerra 

(Ass. Comi.L.Va. Rimini)

28 agosto 2011

ATTENZIONE



Nella nuova realtà che si sta già sovrapponendo alla nostra vecchia realtà e, mentre la Matrix Globale si stà trasformando, senza che la maggioranza si accorga di cambiare vedute e comportamenti rispetto a quanto in Verità ancora crede di essere e appartenere, continuano a vivere persone che sembrano "normali" o come noi. Mentre invece sono gonfie di "orgoglio, falsità, invidia, cattiveria, maldicenza, odio, violenza repressa e desiderio di omicidio".. sì proprio così.. DESIDERANO LA NOSTRA SOFFERENZA E MORTE..!!

Tra queste persone ci sono tutti quelli che "infiltrati o meno", operano sia nella vita reale che su internet per il motto: "DIVIDE ET IMPERA". O più semplicemente per realizzarsi psichicamente dalla condizione in cui, dentro nel profondo, vivono come disagio. Ma che sanno ben nascondere con fare mellifluo e travestiti spesso da persone buone e cittadini rispettosi della legge. Persone spesso appartenenti a categorie come: Professori, Avvocati, Dottori, Imprenditori ecc. ma anche comuni e apparentemente innocui operai o impiegati. Ancor più spesso e davvero TRISTE a dirsi; persone che si dichiarano religiose e lettori della Bibbia,  che chiaramente non ne hanno affatto compreso lo spirito, nè tantomeno lo vivono dentro e intorno a loro.

Proprio come denunciò, il Messyah, questa "RAZZA di tipologia psicologica": "SEPOLCRI IMBIANCATI. BIANCHI ESTERIORMENTE, MENTRE DENTRO PIENI DI MARCIUME E DI OSSA PUTRIDE"

Questi sono spesso proprio tra coloro che aspettano il FALSO regno del loro "dio"  e della sua Chiesa Mondiale N.W.O. Questi appartengono alla religione universale dell'amore solo per quelli che li assurgono ad  idoli.. persone gonfie di amarezza per la loro vuota vita interiore, che si confondono tra le persone comuni nel vicinato. Persone che presto si riveleranno, come sostenitori indefessi del Nuovo Ordine Globale con le loro denunce legali, [contro coloro che non accettano e non accetteranno le loro imposizioni "politico-religiose"], frutto della loro mente malata che già da oggi è sottoposta al potere psicopatologico del N.W.O.

Li troviamo spesso nei commenti come questo:

Anonimo ha detto...
Il crollo economico globale è frutto di questo capitalismo, ovvero sistema economico imposto dalla classe sociale dominante; cosa inserisci significati esoterici inutili e fuorvianti; chi sei tu per distorcere la realtà a tuo uso e consumo; tu sei solo un uomo che ha l'ego malato, forse sarebbe bene per te farti visitare da un "buon" psichiatra.
Tu, te stesso se pieno di te stesso, e sei convinto, nel tuo delirio, di essere messaggero, ma de che, la tua è patologia psichiatrica ben definita, e non vedo lontano il tuo internamento in un ospedale psichiatrico giudiziario, dopo trattamento sanitario obbligatorio,il cosiddetto: T.S.O, dove verrai imbottito di di anti-psicotici di ultima generazione, i quali si sono dimostrati molto efficaci in casi come il tuo; non credere di essere la sola persona afflitta da questa patologia psichiatrica, siete in tanti; e solitamente rispondete molto bene alla cura.
Ti auguro una pronta guarigione, e visto che sei convinto di essere un messaggero, che Dio ti aiuti.
mercoledì, agosto 24, 2011


Questa è la mentalità comune agli uomini e alle donne che già appartengono alla religione psicotica del "dio" del [potere ove il riserbo agisce]*, e alle leggi impositive, di quell'Ordine Nuovo che potete vedere ben documentato nel seguente spezzone di video.  

Perciò aprite bene gli occhi e le orecchie, tutti voi cari Fratelli e Sorelle nel vero Spirito della Verità, e preparatevi ad affrontarlo con forza e fiducia in Yahushua:







Ma è scritto: "Dite a quelli che hanno il cuore smarrito: «Siate forti, non temete! Ecco il vostro Elohà! Verrà la vendetta, la retribuzione di Elohà; verrà egli stesso a salvarvi»."  (Isaia 35:4)


In Verità.





B O J S


23 maggio 2009

LA CONTINUA PERSECUZIONE CHE STA SUBENDO LA NOSTRA "MENOMATA FAMIGLIA" PERCHE' VUOL DIMOSTRARE UNA VERITA' NON VOLUTA
Verona 15 maggio 2009 La lunga battaglia che da 38 anni sto conducendo per dimostrare, oltre al mio caso personale già riconosciuto dal Ministero della Sanità, attraverso la sua CMO (Commissione Medica Ospedaliera) fin dal 1995, che ha ammesso i triplici danni subiti dai miei figli, due dei quali deceduti ed il terzo rimasto cerebroleso grave, che sono da attribuirsi alla vaccinazione antipolio Sabin, è sempre stata tesa a far prendere atto alla collettività degli innumerevoli atroci danni provocati nel nostro Paese dalle pratiche vaccinali. Espongo di seguito ciò che sta ora accadendo. Ho ntrapreso fin dal 1990 una causa civile per richiesta di risarcimento danni morali e materiali che è andata a sentenza proprio in questi giorni. Alle varie udienze presso il tribunale di Venezia ho voluto portare, con grande difficoltà, anche mio figlio Alberto, cerebroleso, tetraplegico e con gravi problemi d'insufficienza respiratoria. Il mio intento era quello di far conoscere al giudice monocratico dott. Antonella Guerra in quali condizioni era stato ridotto il mio ragazzo, e ricordarle anche degli altri due figli deceduti in conseguenza alle vaccinazioni subite. Questa "donna" non si è mai nemmeno degnata di rivolgere ad Alberto né una parola né uno sguardo e, per una donna che pensavo anche potesse essere mamma, a me questo comportamento è parso alquanto strano. Arrivo ora alla sentenza emessa da questo giudice donna. Dopo aver stravolto, nelle 32 pagine scritte da lei, tutta l'intera nostra trascorsa tragica esistenza, conclude motivando così la sua decisione: "Non si può ritenere che all'epoca sussistesse, secondo le regole della migliore ars medica, un obbligo generalizzato di preventiva effettuazione di analisi volte ad accertare eventuali deficit immunitari; ciò non è mai stato allegato dagli attori, non risulta né dalla relazione del CC.TT.UU, né dalle osservazioni del CC.TT.PP., né costa conforme a protocolli vigenti in altri paesi all'epoca delle vaccinazioni o raccomandati dalla migliore letteratura scientifica, sempre dell'epoca. Sulla base di tutte tali considerazioni deve quindi escludersi sia stata raggiunta la prova della colpevolezza del Ministero della Sanità, ora Ministero della Salute. La tragicità degli eventi occorsi agli attori, che comprensibilmente li hanno portati a cercare pervicacemente le cause ed i responsabili, unitamente al contrasto giurisprudenziale esistente al momento della proposizione della domanda in ordine all'individuazione del dies a quo dal quale far decorrere il termine di prescrizione, giustificano ampiamente la compensazione delle spese di lite e C.T.P.. Le spese di C.T.U rimangono a carico degli attori soccombenti. p.q.m. Il Tribunale di Venezia, Sezione III^ Civile, in composizione monocratica nella persona del Giudice unico dott. Antonella Guerra, definitivamente pronunciando: 1) Respinge le domande attore; 2) Dispone la compensazione delle spese di lite e di C.T.P.; Pone le spese di C.T.U. definitivamente a carico degli attori. Venezia 9 gennaio 2009. Questa è, per ora, per noi l'amara conclusione di questo processo iniziato negli anni 90'. Ci stiamo chiedendo perciò se: DAVVERO IN ITALIA ESISTE LA GIUSTIZIA? Ma non è tutto, proprio due giorni fa ricevo una telefonata da un funzionario della DIGOS, nella quale mi si avvisa di una denuncia a mio carico. Mi reco in questura per capire di cosa si trattava e, con grande meraviglia vengo a sapere di essere stato denunciato dal sottosegretario alla salute Francesca Martini che mi accusa di "MINACCE". Il fatto viene fatto risalire al novembre scorso. In quella data avevo per caso incontrato in piazza Brà, a Verona dove abito, la signora Martini. Era parecchio tempo che tentavo di fari ricevere da lei, o nel suo studio di Roma o in quello di Verona, e per questo motivo avevo effettuando numerose telefonate. Il motivo, a mio avviso importante, era per definire una questione che avevo proposto, essendo stato a suo tempo nominato ufficialmente dal Direttore Generale alla Prevenzione e alle Politiche Sociali, dott. Filippo Palumbo, quale "rappresentante dei danneggiati da vaccino italiani". Durante i tavoli di concertazione ai quali ho sempre partecipato, tentavo con molta difficoltà di portare avanti una proposta. Avevo depositato al Ministero i dati statistici dell'ufficio screening della regione Veneto che dimostravano che dal 1993 al 2005 si erano verificati, NELLA SOLA REGIONE VENETO, circa 4000 (quattromila) casi di danni più o meno gravi da vaccino. La mia istanza era di proporre che la stessa prassi eseguita nella regione Veneto, venisse estesa a tutte le altre regioni italiane. Questo, a mio avviso, dovrebbe essere risultato utile per stabilire, non certamente l'esatto numero, ma per lo meno il numero approssimativo di casi di danno da vaccino occorsi su tutto il territorio nazionale nello stesso spazio di tempo. Quando incontrai il sottosegretario Martini, in centro alla città, tutta elegante con un cane dalmata a guinzaglio e accompagnata da un omino basso di statura, colsi l'occasione per parlargli, avendo in precedenza, varie volte invano, tentato di farmi ricevere nei suoi studi. Ho motivato la mia richiesta di dialogo sapendo di avere il diritto di interloquire con lei, in qualità di rappresentante ufficiale incaricato dal Ministero della Salute dei danneggiati da vaccino italiani. Il sottosegretario Francesca Martini immediatamente ribadì con tono ARROGANTE che, DA QUESTA LEGISLATURA NON E' PIU' LEI IL RAPPRESENTANTE DEI DANNEGGIATI DA VACCINO e, secondo lei, per questo motivo non avevo più titolo per occuparmi di tali difficoltosi argomenti quali sono i danni da vaccino. Rimasi allibito da questa sua affermazione,soprattutto non avendo mai ricevuto dal Ministero alcuna comunicazione ufficiale per iscritto di questo eventuale cambiamento. Nonostante ciò, visto l'inatteso incontro, insistetti per farmi ascoltare ma invano, la Martini, si giustificò dicendomi che andava di fretta poiché era attesa per una inaugurazione all'Istituto Don Calabria. Aggiunsi allora che se per essere ascoltato avessi dovuto recarmi sotto casa sua con mio figlio Alberto malato e in un letto, lo avrei fatto. L'omino che l'accompagnava ribadì allora.. "lei minaccia?", queste furono le uniche parole che proferì quell'omino insignificante mentre entrambi si allontanavano incamminandosi dal centro di piazza Brà verso corso Porta Muova. Ci auguriamo che qualcuno prenda visione di questi fatti e ci suggerisca qualche possibilità sul futuro proseguio onde dimostrare la continua assillante persecuzione che sta subendo una famiglia come la nostra, già tanto provata con la morte di due figli e di Alberto rimasto in vita, contro il parere dei sanitari, con gravi problemi di handicap e che, in giunta, nel 2002 avvenne la prematura morte della madre spentasi per un tumore. Siamo rimasti soli io e mio figlio Alberto a lottare disperatamente contro l'arroganza delle Istituzioni e l'indifferenza di parte della collettività continuamente distratta da altri problemi, per dimostrare questa ancora sconosciuta verità che dimostra "QUANDO I VACCINI UCCIDONO O CREANO DISABILITA'". Giorgio & Alberto Tremante (sito web: www.tremante.it )

01 marzo 2009

PREMESSA
Ricevo questa accorata lettera e come tale la rendo nota ai lettori. Purtroppo anche se non ci si crede la vaccinazione preventiva è causa di molte reazioni avverse, malattie e morti sia precoci che successive. Purtroppo la SCIENZA MARCIA è la maggiore divisione impegnata a disinformare a causa degli enormi interessi finanziari alle spalle. Questo NON VUOL DIRE che tutti siano colpevoli, comunque resta il fatto che le conseguenze a livello globale sono incalcolabili per l'umanità intera. Di questo ogni individuo potente o sconosciuto che sia ne renderà conto di fronte al Supremo Tribunale Universale di Dio.
Breve descrizione della nostra tragedia. Per dimostrare quanto male possono fare le vaccinazioni, usate così indiscriminatamente sulle famiglie d'ogni parte del mondo, penso sia doveroso da parte mia narrare la mia vicenda, precisando però che purtroppo la mia storia non è da considerarsi un caso unico sporadico a se stante, ma è solo la punta di un iceberg che tenta di smascherare quella categoria di "scientismi" che impongono ancora col terrore l'uso delle pratiche vaccinali. La tragedia che ha colpito la mia famiglia, si è abbattuta su tre dei miei quattro figli. Premetto che i tre miei figli, colpiti da reazione da vaccino, sono nati perfettamente sani e che le manifestazioni di una possibile malattia sono comparse solo dopo la prima vaccinazione antipolio Sabin. A Marco, il mio primogenito, sulla cartella clinica fu descritta la sintomatologia che presentò dopo l'antipolio Sabin. I disturbi manifestati (nistagmo oculare, tremori e difetti alla parola) erano stati messi in correlazione al Sabin dal pediatra, mentre altri medici avevano supposto diagnosi diverse quali tumore al cervello o encefalopatia degenerativa, mai confermate da alcun'analisi eseguita sul bambino. Morì nel 1971 all'età sei anni. Col secondo figlio, nato nel 1970, non ci furono problemi. Ma il dramma si ripresentò con la nascita, avvenuta nel 1976, di due gemelli monoovulari. Nonostante la mia ferrea opposizione ad una legge che mi imponeva una assurda e pericolosa obbligatorietà, senza nessun accertamento preventivo, vennero vaccinati e il giorno successivo iniziarono già ad affiorare i primi sintomi di qualche alterazione. Sottoposi le cartelle cliniche dei primi ricoveri subiti dai miei figli a varie Università: negli Stati Uniti, in Inghilterra e perfino in Russia, proprio in quest'ultimo paese s'ipotizzò una malattia su carenze immunitarie che avrebbe confermato la responsabilità specifica delle vaccinazioni. Nella mia città, Verona, fu posta la diagnosi di "leucodistrofia di tipo metacromatico", una malattia degenerativa del sistema nervoso, tale diagnosi non fu mai confermata dagli esami anche genetici ai quali ci sottoponemmo. Più tardi Andrea, uno dei due gemelli, si aggravò e venne ricoverato per disidratazione; nonostante la mia raccomandazione di non far uso di farmaci immunosopressori, in quanto il bimbo era un immunodepresso, fu usato del cortisone in vena ed in cinque ore la mia creatura morì. In seguito venni a sapere che lo stesso farmaco era stato somministrato anche al mio primo figlio prima del decesso. Neppure con l'autopsia riuscimmo ad avere elementi utili per salvare la vita al gemello rimasto, giacché ci fu negata la presenza di un medico legale di parte, per questo tale esame non poteva risultare attendibile alle nostre ricerche. Ad un mese dalla morte di Andrea, anche Alberto, il gemello rimasto, dovette essere ricoverato. Nonostante il parere dei medici fosse quello di lasciarlo morire, fu portato, su nostra richiesta, in rianimazione e interpellato un virologo di Napoli, che in precedenza aveva già esaminato il bambino, questi ci consigliò degli immunostimolanti. Sottoposto a terapia con "interferone", il bimbo cominciò lentamente a migliorare. Dopo sei mesi di degenza il bimbo fu portato a casa senza lettera di dimissione. Qualche tempo dopo, richieste le cartelle cliniche, mi accorsi che erano difformi da quelle che fotocopiavo giornalmente durante il ricovero. Per questo presentai un esposto alla magistratura. In conseguenza a tale fatto fu emessa da un Giudice una comunicazione giudiziaria nei confronti del Direttore Sanitario dell'Ospedale in cui era stato ricoverato il bambino, estesa successivamente al primario della Pediatria per "Falso in atto pubblico". Alla fine questo procedimento è stato archiviato.. [!!] Molti altri ricoveri subì Alberto, sia nello stesso Ospedale di Verona che in altre rianimazioni: al Policlinico di Milano, a Merate in provincia di Como, a Melegnano, in provincia di Milano, e per ultimo fu trasferito d'ufficio da Melegnano al Policlinico di Verona. Durante tutti i vari ricoveri il mio compito era quello di far sì che venissero praticate terapie immunostimolanti che ci avevano dato i primi risultati positivi. Queste terapie ci venivano sempre consigliate dal professor Tarro di Napoli, che era stato allievo del Professor Sabin. Era sempre difficile se non impossibile far praticare questo tipo di terapia ad Alberto, poiché la classe medica compatta aveva sentenziato ormai che mio figlio dovesse morire. Ciò era sostenuto perché non fosse scoperta la responsabilità delle vaccinazioni usate su un soggetto, parzialmente immunodepresso. Nonostante del nostro caso si fosse interessato l'allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini, facendo pressione perché il Ministro della Sanità Renato Altissimo istituisse una Commissione Ministeriale, questa senza mai aver visto Alberto stese una relazione fasulla per nascondere la verità del danno subito dai vaccini. L'ultimo ricovero Alberto lo dovette subire al Policlinico di Verona dove, secondo il parere dei sanitari, mio figlio doveva morire a breve tempo. Cercai disperatamente di portarmi a casa il mio bambino, visto quale era il loro modo di pensare perché l'unica soluzione del problema per loro era l'epilogo nefasto di tutta la nostra vicenda. In quel frangente, perché non riuscissi nell'intento di far sopravvivere la mia creatura, addirittura mi fecero togliere la "patria potestà" dal Giudice dei minori di Venezia, al quale mi rivolsi subito per fargli capire che stava commettendo un macroscopico errore. Riuscii a convincerlo e a farmi reintegrare nella potestà parentale, iniziando così fin dall'ormai lontano 1984 a gestirmi mio figlio a domicilio, creandomi una "sala di rianimazione" dove in precedenza era sistemata la nostra stanza matrimoniale. Durante tutti i ricoveri mia moglie Franca ha sempre seguito Alberto, rimanendo con lui giorno e notte, al fine di proteggerlo da ogni sopruso che la classe medica cercava di porre in atto. Molti altri soprusi dovemmo subire da parte della Sanità, anche quando Alberto non aveva più messo piede in un ospedale, polemiche di ogni tipo da parte delle Istituzioni sanitarie perché non si voleva ammettere che le vaccinazioni erano state la causa della sua malattia e della morte dei suoi fratelli. Finalmente, nel 1995, facendo ricorso alla legge 210 del 1992, vidi riconosciuto dallo Stato il "nesso di causalità" del danno patito sottoponendo i nostri figli alle vaccinazioni d'obbligo. Durante tutti questi anni mi adoperai per fondare associazioni in Italia per aggregare persone come me che avessero patito danni dalle pratiche vaccinali; inoltre cercai di far passare una legge, che avevamo messo a punto con dei Parlamentari, per togliere l'obbligatorietà di queste pratiche; ma questo traguardo in Italia non è stato raggiunto, poiché, secondo me, la politica sanitaria che viene attuata è rimasta succube ancora del potere delle Multinazionali dei Farmaci. Tutto ciò sta dimostrando che, anche in questo settore, una certa pseudoscienza, con la prepotenza del suo scientismo, privo d'ogni scrupolo, calpesta continuamente, con azioni il più delle volte illecite, ogni diritto umano e civile. Essa impone il suo potere basato essenzialmente su interessi speculativi che fondano il loro progredire non su un'aperta e corretta informazione, ma piuttosto su una voluta e completa disinformazione fino ad arrivare anche all'occultismo di certe realtà e spaccia per prevenzione queste pratiche di profilassi che tutto possono, tranne che prevenire alcunché. La nostra amara esperienza l'ho voluta descrivere in modo esteso pubblicando un libro dal titolo: "Maggiorenne e vaccinato o... diritto alla vita?" Giorgio Tremante (Sito Web: www.tremante.it )
IMPORTANTE: leggere questi link di approfondimento:
Pratiche vaccinali dannose Libertà di Vaccinazione COMILVA Influenza spagnola e vaccinazioni Le vaccinazioni uccidono chi e che cosa..?? I vaccini sembrano essere la causa principali di malattie infantili come autismo e polio
TESTIMONIANZA DI UNA PERSONA SOPRAVVISSUTA ALLA SPAGNOLA DEL 1918 di Jon Rappopor
Il messaggio: Se resistete al terrorismo mediatico avrete ottime possibilità che non vi accada niente. Jon Rappoport ha trovato l’analisi più interessante della pandemia del 1918 in un libro di Eleanor McBean, Vaccination Condemned, scritto oltre 25 anni fa. La testimone riporta che per la Spagnola i medici che non usarono farmaci furono quelli che ottennero anche il 100% di guarigioni. Ecco alcuni passaggi dal secondo capitolo del libro: ”Sono stata testimone oculare dell’epidemia del 1918. I medici e tutte quelle persone che vissero l’epidemia d’influenza chiamata Spagnola sono concordi nel affermare che è stata la malattia più terribile che il mondo abbia mai visto. Anche uomini forti e in ottima salute potevano morire nell’intervallo di un giorno. La malattia aveva le caratteristiche della peste nera, con l’aggiunta di tifo, polmonite, vaiolo e di quelle malattie contro le quali la gente era stata vaccinata alla fine della prima Guerra Mondiale. Praticamente l’intera popolazione era stata inseminata con sieri tossici contenenti una dozzina o più di malattie. Quando quelle malattie iniziarono a manifestarsi tutte assieme, il risultato fu tragico. La pandemia si trascinò per due anni, mantenuta viva dall’aggiunta di altri farmaci velenosi dispensati dai medici nel vano tentativo di sopprimere i sintomi. La mia personale osservazione è che la pandemia colpì solo le persone vaccinate. Quelli che rifiutarono le vaccinazioni non si ammalarono. Anche la mia famiglia aveva rifiutato le vaccinazioni, così restammo sempre in buona salute. Sapevamo, dagli insegnamenti di Graham, Trail, Tilden e altri che non si può contaminare il corpo con veleni senza causare una malattia. Quando l’influenza era al suo picco, tutti i negozi erano chiusi, come le scuole, gli uffici e le fabbriche. Anche l’ospedale era chiuso, dato che i medici e le infermiere che erano stati vaccinati furono colpiti dalla malattia. Era come vivere in una città fantasma. Dato che non avevamo preso il vaccino, sembravamo essere l’unica famiglia nel vicinato a non avere l’influenza. I miei genitori andavano di casa in casa facendo il possibile per aiutare gli ammalati, poiché era impossibile ottenere le cure di un medico. Se germi, batteri, virus o bacilli fossero stati la causa della malattia, questi avrebbero avuto tante opportunità d’attaccare i miei genitori, quando passavano molte ore nelle stanze degli ammalati. Ma non presero l’influenza e non portarono nessun germe a casa ad attaccare noi bambini. Nessuno della famiglia contrasse l’influenza, neanche uno starnuto, benché mi ricordo che quell’inverno la neve era alta in giardino. Si è detto che l’epidemia uccise 20 milioni di persone in tutto il mondo. In realtà sono stati i medici a ucciderle, con i loro trattamenti crudi e mortali. Questa è un’accusa dura ma vera, a giudicare dal successo che ebbero invece quei medici che trattarono i malati senza usare alcun farmaco. Mentre i medici ortodossi e gli ospedali stavano perdendo il 33% dei ricoverati, altri ospedali che seguivano terapie naturali, come Battle Creek, Kellogg e Macfadden stavano ottenendo quasi il 100% di guarigioni, usando terapie come la cura delle acque, il lavaggio del colon e diete che usavano cibi naturali. Un medico non perse un solo paziente in otto anni. Se i medici ortodossi fossero stati così bravi come questi medici, non ci sarebbero stati quei 20 milioni di morti a causa dell’influenza. La malattia colpiva sette volte di più i soldati vaccinati che i civili non vaccinati, e le malattie dalle quali morivano erano quelle per le quali erano stati vaccinati! Un soldato che era ritornato dalla guerra mi disse che gli ospedali militari erano pieni di casi di paralisi infantile e mi chiese come fosse possibile che adulti possano contrarre una malattia che dovrebbe colpire solo i bambini. Ora sappiamo che la paralisi è una conseguenza comune di avvelenamento da vaccino. Tra i civili non ci furono casi di paralisi infantile se non dopo la campagna di vaccinazione del 1918.” Jon Rappoport: http://www.nomorefakenews.com/ Da: http://www.newmediaexplorer.org/sepp/2004/02/07/ the_avian_flu_and_drugless_doctors.htm Traduzione di Rinaldo Lampis http://www.movimentoconsensus.org/ B O J S

06 febbraio 2008



Premessa


Riporto in una notte stellata, irrorata dalle "SCILLE", i pensieri di un uomo simile a me che già scrisse quello che dovevo e volevo dire all'umanità. In onore della sua intelligenza e sapienza vi prego di leggere attentamente quanto segue.


Non diciamo nulla di particolarmente originale quando affermiamo che la psicanalisi è una forma di magia nera. Lo avevano già osservato studiosi del calibro di René Guénon e, più recentemente, di Ivan Illich e Jean Osipovici. Quel che merita di essere sottolineato è la conseguenza implicita in una tale affermazione: lo psicanalista evoca delle forze oscure di cui non sa assolutamente nulla; peggio, che crede di conoscere ma sono tutt'altro da quanto egli crede. Le conseguenze sono terribili, per il paziente e anche per l'analista; anzi, per l'analista forse ancor più che per il paziente. In effetti, si tratta di una forma di possessione da parte delle forze infere; e, se si pensa che, oggi, milioni e milioni di persone si sottopongono alla psicanalisi credendo di trovare un sollievo ai loro tormenti, mentre invece si consegnano a un male irrimediabile, si può facilmente comprendere quale immensa minaccia questa pseudo-scienza rappresenti per la salute spirituale della società contemporanea.

Ci sia consentito citare per esteso una pagina de La scienza oscurantista di Jean Osipovici (Milano, Rusconi, 1968, pp. 134-140), singolare figura di filosofo e psichiatra francese la cui vita è stata tutta una battaglia per affermare la visione di una scienza non materialista, aperta alla trascendenza e alla complessità spirituale del soggetto umano.

(…) la limitazione che fissa il rapporto terapeuta-malato su un piano non spirituale lo trasforma in rapporto paziente-carceriere. La conclusione è evidente: non possono sussistere in questa relazione interpersonale che zone oscure, campi propizi a conflitti interminabili, estenuanti e senza via d'uscita. Ciò spiega l'effetto antiterapeutico, quasi inevitabile per il suo stesso meccanismo, della cura psicanalitica. La quale insidiosamente conduce nel corso dei mesi e degli anni a stringere, tra paziente e carceriere, uno strano rapporto sado-masochista. Il rito stesso del trattamento suscita reminiscenze di bassa cerimonia religiosa. L'officiante, suo malgrado talvolta, si fregia degli attributi d'una funzione quasi magica.

Nell'ascesi spirituale compare il concetto di scala. Il momento in cui un uomo che cerca la via incontra un uomo che la conosce, è chiamato la prima soglia o il primo gradino. A partire da questo incomincia la scala. Tra la 'vita' e la 'via', c'è la 'scala'. Soltanto attraverso la 'scala' l'individuo può incamminarsi sulla 'via': Egli sale la scala con l'aiuto della sua guida; non può salirla da solo. La via incomincia in cima alla scala; ossia dopo l'ultimo gradino o l'ultima soglia, a un livello ben più alto della vita ordinaria (Ouspensky). Come in tutto ciò che si muove, accade inevitabilmente che l'aspirante dubiti delle proprie forze, della giustezza della sua scelta, anche dei poteri del maestro. Ma a differenza della terapia analitica, è teso nello sforzo l'elevazione che la scala gli impone e non si ritrova prigioniero delle buie e angosciose giravolte del labirinto psicanalitico.

Ci si può anche domandare se il trattamento non consista in una interminabile operazione di magia nera. Per chi conosce bene l'argomento, la magia nera poggia su due fattori principali:

a) la possibilità illimitata di agire sulle debolezze umane;

b) l'utilizzazione di persone - qualunque sia lo scopo proposto: egoistico o altruistico - senza che i soggetti in questione ne siano a conoscenza, e senza che possano neppure intravedere dove questa presa di possesso può portarli.

La guarigione ricercata attraverso la manipolazione dell'ambiente e dello scenario è uno degli atti tradizionali della medicina, tristemente trasfiguratosi in questo secolo XX. Lo psicanalista obbedisce - lo voglia o no - al mimetismo d'un ruolo simbolico che il metodo analitico imprime alle relazioni interpersonali, con conseguenze di totale dipendenza da parte del paziente, quotidianamente osservabili.

Abbiamo incontrato, durante le nostre ricerche psico-fisiologiche, centinaia di psicanalizzati, la cui cura era per alcuni durata quattro anni, con rovina del patrimonio familiare. Nessuno si è dichiarato guarito. La magia bianca della medicina tradizionale, che sosteneva gli sforzi del paziente per guarire, è divenuta magia nera, constata coraggiosamente Illich in Nemesi medica; e più avanti aggiunge: Le pratiche mediche diventano magia nera quando, invece di mettere in moto i poteri di autoguarigione del malato, lo trasformano in spettatore inerte e mistificato della propria cura. Le pratiche mediche diventano un culto morboso quando s'identificano con riti che concentrano in sé tutto ciò che il malato attende dalla scienza e ai suoi funzionari, invece d'incoraggiarlo a cercare un'interpretazione creativa del proprio stato o a trovare un esempio degno d'ammirazione in certi esseri - morti a tempo o a lui vicini - che hanno imparato a soffrire. Le pratiche mediche aggravano la malattia con una degradazione morale quando esse isolano il malato…

L'assurdità della pseudo-scienza moderna si rivela nel fatto di non capire esattamente a che cosa si applica; mentre il suo modo di operare, senza la minima base culturale qualificata da un'antica tradizione, mette continuamente in moto elementi il cui carattere sottile le sfugge. Lo psicanalista - apprendista stregone del secolo XX - maneggia così in modo irresponsabile forze di cui ignora la precisa natura.

È sintomatico constatare che Freud studia il Super-io, ma il Supercosciente al contrario, dedica le sue cure più attente a ciò che stagna nei bassifondi dell'uomo, il Subconscio serbatoio d'entità nocive. Ora il sondaggio retrogrado dei ricordi è un genere d'intervento particolarmente pericoloso, visto che porta a perforare una zona d'oblio mediante la punta affilata della rievocazione. La propulsione verso il basso, che distrugge l'inerzia protettrice che copre il subconscio, provoca un fenomeno di contro-illuminazione.

Il paziente, a causa di quest'apertura insidiosamente socchiusa e da quel momento mai richiusa, si trova alla mercé degli influssi malefici che l'invadono. La maggior parte dei casi di possessione provengono dalla lenta ascesa di quest'acqua putrida, fatta di rifiuti che il filtro della coscienza aveva respinto per timore di contaminazione. La maggior parte dei malati affetti da psicosi sono in realtà degli aspiranti alla possessione, che la psicanalisi finisce di trasformare in posseduti veri e propri. In termini esoterici, voler far passare nella coscienza ciò che deve restare nel subconscio in virtù d'una difesa naturale dell'organismo, è non solo gettare 'acqua sul fuoco', ma rischiare di paralizzare il superiore riportando l'inferiore al suo livello; ossia 'spegnere per sempre il fuoco'. Ma la pseudo-scienza che preferisce l'oscurità dogmatica al riconoscimento dell'occulto, rifiuta d'abbandonare la sua dimensione rassicurante, artificialmente razionale, tradendo così il fine stesso della scienza autentica, per la quale nessun campo è proibito. Colui che decide di progredire sulla strada giusta deve adoperarsi coraggiosamente per sostituire alla ragione chiusa, quantitativa, una ragione aperta, qualitativa.

In merito alle falsificazioni che la terapia freudiana trae con sé.. tre ultime osservazioni s'impongono:

1. Lo psicanalista, per definizione, rivolge le sue cure a un essere umano in stato di turbamento e di debolezza, preda tanto più facile di ogni sovversione dello psichismo inferiore. A questo proposito, segnaliamo la funesta attività di quelle scuole di Yoga che fioriscono un po' dovunque in Occidente per motivi di lucro, e che servono da rifugio soprattutto a esseri angosciati incapaci di adattamento, tormentati da nevrosi diverse.

2. Esaminare i sogni ordinari attraverso una vasta gamma d'interpretazioni non può portare che a un falso simbolismo privo di quei contenuti superumani che, soli, rendono autentici i simboli. In realtà, per ignoranza o per incapacità di risalire alle fonti, le considerazioni psicanalitiche dei sogni portano alla ribalta solo l'infraumano nei suoi aspetti più degradanti.

3. Sottolineiamo infine un'esigenza significativa dell'incongruità antinomica del trattamento: l'obbligo per chi voglia diventare psicanalista d'essere egli stesso prima psicanalizzato. È riconoscere al candidato, per praticare, la necessità di una trasformazione contro natura. L'operazione che, come s'è visto, ha per risultato di scacciare lo spirituale a vantaggio dello psichismo inferiore, è un atto di magia nera - parodia della scienza vera -, realizzandosi la trasmissione iniziatica in maniera subalterna, senza il sostegno di alcuna conoscenza del divino. E l'aspirante analista, per avere ciecamente seguito questa 'via a ritroso', si ritrova dall'altro lato della vita, quello sbagliato.

Aggiungiamo che lo psicanalizzato - medico o paziente che sia - se riesce a sottrarsi a un certo punto della cura alle forze nefaste a cui è stato irresponsabilmente consegnato, ne porterà quanto meno, per il resto dei suoi giorni, il segno indelebile. E questo si manifesterà attraverso una mente dai contorni divenuti rigidi. A questo proposito René Guénon osserva acutamente che non bisogna confondere la terapia freudiana con la 'discesa agli Inferi' iniziatica, sperimentata dai grandi poeti e dai mistici: "Nella discesa agli inferi, l'essere esaurisce definitivamente certe possibilità inferiori per potersi elevare poi agli stati superiori; nella caduta nel pantano, le possibilità inferiori s'impadroniscono invece di lui, lo dominano e finiscono per sommergerlo completamente".

In conclusione, si ha il diritto di domandarsi se si debba disperare della psichiatria. Non lo crediamo, perché esiste una terapia salvatrice situata al polo opposto della scienza moderna.

La psicanalisi considera la condizione del malato mentale come definita dalla sua storia personale. Immaginiamo il paziente che risale il corso del tempo, alla ricerca di tutti gli incidenti che hanno potuto ferirlo, delle vergogne che ha lasciato dietro le spalle, delle debolezze, delle viltà ricacciate nell'oblio. Davanti a queste realtà svelate, che egli non può negare né disconoscere, l'infelice diviene consapevole di trovarsi nella trappola d'una situazione senza uscita e perciò senza aspettative, perché non si può rifare il proprio passato. Lo psicanalista ha ottenuto il bel risultato di costringere il suo paziente a rifiutarsi ogni perdono.

La sola terapia positivamente rinnovatrice è quella che permette al malato mentale, cancellando il carattere distruttivo di ciò che è stato, di volgersi con decisione all'avvenire; e a questo scopo obbligarlo a operare sul presente. Come? Adoperandosi a rivitalizzare l'essere che soffre, restituendogli la pace e l'equilibrio, suscitando in lui la speranza, eliminando pazientemente angosce, autopunizioni, false pieghe dell'anima; facendone un essere nuovo per il quale la vita comincia fin d'ora con possibilità intatte. Condurre il paziente ad affrontare l'esistenza, vuol dire innanzitutto attrarlo ad operare su se stesso. Scoprirà allora che il presente contiene in germe le determinazioni future, e che i problemi del momento hanno il loro giusto valore.

Nella cosiddetta terapia psicanalitica, quindi, lo psicanalista - che a sua volta è un posseduto - opera come uno stregone che evoca dallo psichismo inferiore del paziente le forze più basse e distruttive, con grave pericolo per entrambi e con la certezza di infliggergli, nel migliore dei casi, delle ferite nell'anima che solo il tempo potrà poi, parzialmente, lenire, ma non più cancellare. Ciò avviene perché, nella prospettiva freudiana, non c'è il minimo spazio per la dimensione spirituale dell'uomo (per non parlare del divino), quindi la discesa nelle tenebre dell'inconscio è, propriamente parlando, una evocazione di forze oscure dalle quali, poi, non sarà più possibile liberarsi, restando esse imprigionate nell'io cosciente senza alcuna catarsi e senza alcuna redenzione. Allo stesso modo nelle forme maldestre e superficiali dello Yoga, - allorché esso sia inteso come mera pratica salutistica o genericamente 'liberatoria', il pericolo è quello di evocare forze assai potenti che si annidano nei recessi dell'io - il magico serpente Kundalini - che solo in una superiore prospettiva iniziatica ed ascetica possono svolgere una funzione positiva, altrimenti esse svolgeranno un ruolo non dissimile da quello di una incauta evocazione demoniaca, possedendo letteralmente l'incauto apprendista stregone.

Benvenuto Cellini, singolare figura di artista-avventuriero nella Roma del XVI secolo, narra nella sua autobiografia come un giorno, con un prete siciliano esperto di magia, partecipò a una evocazione di forze diaboliche nel Colosseo, di notte, all'interno del cerchio magico. L'esperienza fu sconvolgente perché le presenze si rivelarono molto più numerose di quelle evocate e, a un certo punto, sembrarono sul punto di voler penetrare entro il cerchio magico e fare a pezzi gli imprudenti. Per tutta la notte assediarono il cerchio, mente il prete, battendo i denti dalla paura, alimentava il fuoco e pronunciava formule per indurre i demoni ad allontanarsi. Solo all'alba l'assedio finì; ma un assistente di Cellini giurò di aver visto ancora due demoni che continuavano a seguirli, correndo lungo i tetti delle case, quasi non rassegnandosi a versi sfuggire la preda. Ebbene, lo psicanalista si comporta in modo analogo a Benvenuto Cellini e a quel prete-mago siciliano: evoca forze di cui non sa nulla e mette a repentaglio la sua anima e quella del paziente, senza possedere alcuno strumento che gli consenta di trasformare o di elaborare quelle forze nell'unico piano di realtà ov'esse potrebbero venire dissolte: quello spirituale.

Su una cosa soltanto non possiamo concordare con Josipovici, e cioè sull'affermazione che riportare a galla il pantano dello psichismo inferiore non può che nuocere, per il fatto che non si può rifare il proprio passato. Al contrario, la forma più alta dell'Opera alchemica consiste proprio nella trasmutazione del passato al fine di restaurare l'equilibrio interiore dell'uomo e di insignorirlo di tutte le sue facoltà psichiche le quali, a causa di traumi ed errori pregresse, poco alla volta gli si sono rivoltate contro. Egli, cioè, deve trasformare le energie vibrazionali negative in positive, il che è possibile a determinate condizioni, prima delle quali innalzare l'anima dal piano di esistenza fenomenico a quello noumenico, ossia delle realtà in sé, sottratta alle contingenze spazio-temporali in cui, per l'ordinario, siamo immersi come rane nello stagno. È questo che intende J. H. Reyner nel Diario di un moderno alchimista (Torino, MEB, 1976, pp. 113-114 e 117-118).

Se io faccio un viaggio fino ad una località vicina, molti oggetti compaiono ai miei occhi e scompaiono man mano che procedo; il luogo e gli edifici della mia destinazione nasceranno miracolosamente al nulla e, alla partenza, spariranno. Eppure io non credo che essi siano stati creati al momento el mio viaggio e che cessino di esistere quando me ne vado.

La stessa cosa accade per gli oggetti e gli eventi del mondo fenomenico, che vengono materializzati dal transito della coscienza. Non sono che l'apparenza in termini di tempo di cause non manifeste del mondo noumenico, che esistono sia prima sia dopo il passaggio ella coscienza specifica che le ha messe in atto.

In particolare, tutti gli eventi e le esperienze della mia vita sono manifestazioni di un complesso di possibilità che esiste in permanenza nel mondo noumenico. Questo complesso forma il mio tempo-corpo e mi appartiene da sempre e per sempre, anche se le esperienze fisiche che ne derivano vengono archiviate nel 'passato'. […]

Possiamo ora introdurre l'aspetto più significativo e affascinante del tempo-corpo, e cioè che esso può essere modificato. Se vado a fare una passeggiata in campagna posso prendere diverse strade: posso tenermi sulla via principale, come posso vedere una zona più interessante su un lato, magari in salita, e quando trovo il passaggio adatto posso esplorarla. Può darsi che io scopra così un sentiero fra i prati del quale non conoscevo l'esistenza e decida di seguire questa via fin da principio, la prossima volta. Esistono innumerevoli possibilità (anche se non illimitate). La stessa libertà di movimento esiste nel mondo noumenico, dove ci sono colline e valli, altipiani e paludi dove il transito della coscienza può prendere vie diverse. Non solo, ma la strada può cambiare in qualsiasi momento, per evitare le zone più fangose e prendere un sentiero più pulito. Stiamo parlando per analogia, necessariamente, ma per inferenza si può comprendere che in qualunque punto del tempo-corpo un livello di coscienza diverso attuerà possibilità diverse entro il disegno eterno, per cui il tempo-corpo ne risulterà cambiato.

Il nostro pensiero normale darà di questo concetto un'interpretazione limitata al futuro, perché ci è facile comprendere come un comportamento più cosciente possa cambiare il corso ella vita. Il concetto di tempo-corpo ha invece un significato molto più profondo perché, come abbiamo appena detto, si presta ad essere modificato in qualunque suo punto e tale modifica può riguardare quelle esperienze che sono state attuate in 'passato'. Abbiamo visto che i livelli superiori di coscienza (che possediamo ma normalmente non usiamo) godono di una certa libertà di movimento entro il mondo reale e perciò possono riattivare una qualsiasi parte del tempo-corpo.

Di questa idea esistono varie interpretazioni. La teoria della ricorrenza (…) sostiene che si può rivivere l'intera vita, ma in questo modo bisogna attendere la morte per ricominciarla da principio, mentre invece è possibile tentare l'impresa fin d'ora. Come ho detto, i livelli superiori di coscienza hanno una certa libertà di movimento entro il mondo reale, e ad ogni evento prende parte più di una coscienza. Un 'avvenimento' viene creato al transito ella coscienza cosmica (che crea il tempo d'orologio), ma le manifestazioni psicologiche che lo accompagnano sono create dal transito della coscienza individuale che rende attuali e concrete alcune possibilità accessorie esisyenti nel mondo noumenico. Il tempo-corpo contiene perciò almeno due fili intrecciati.

Il filo individuale può attraversare livelli diversi ed in effetti il suo percorso è tortuoso perché anche in condizioni normali il livello ella coscienza non è costante ma varia continuamente. Nella stessa persona i momenti di ansia o di emozioni negative si alternano a momenti più distaccati o addirittura di auto-consapevolezza.

In stato di maggiore consapevolezza, il tempo-corpo può essere visto nel suo insieme e si può cominciare ad eliminare alcune delle deviazioni del 'passato' e addirittura tracciare un cammino di livello superiore. Ciò è possibile perchè le possibilità materializzate in precedenza non sono stabilite irrevocabilmente, ma possono essere modificate.

Con buona pace di san Tommaso d'Aquino, il quale pensava che neanche Dio - in tutta la sua onnipotenza - potrebbe far sì che le cose accadute non siano accadute (Summa Theologiae, Parte I, Quest. XXV, art. 4), è dunque impresa difficilissima, ma non assolutamente impossibile, modificare il proprio passato. Ma chi possieda la forza e gli strumenti per realizzare un'opera così straordinaria, quasi agli estremi confini delle possibilità umane, certamente non andrà a distendersi sul lettino di uno stregone-psicanalista. Non lui, quindi, subirà qualche danno dalle incaute evocazioni della pseudo-scienza freudiana, ma la persona comune che si rivolge al terapeuta credendo di ricevere un aiuto alle proprie sofferenze, aprendogli le oscurità più tenebrose della propria anima. A tutti costoro bisognerebbe rivolgersi con le parole di Minosse a Dante (Inferno,V, 19-20):

guarda com'entri e di cui tu ti fide;

non t'inganni l'ampiezza de l'intrare!

Parole che potrebbero applicarsi, in verità, non solo alla psicanalisi, ma a tutto l'edificio imponente e malsicuro della moderna pseudo-scienza che, dal tardo XVI secolo ad oggi - principalmente ad opera di Francesco Bacone, Galilei, Cartesio e Newton - si è arrogantemente posta fra noi e la verità del cosmo vivente in cui abitiamo, fra la nostra anima e l'anima mundi di cui siamo parte più o meno consapevole.


Meditate attentamente gente...



B O J S

03 febbraio 2008





SENZA NESSUN VACCINO, IN ITALIA, L'EPATITE B STAVA SCOMPARENDO
NEGLI ANNI PRIMA DELLA VACCINAZIONE



EPATITE B E VACCINI

L'Epatite B era diminuita del 90% in Italia prima della vaccinazione obbligatoria, introdotta dal 1/1/1992 - (Fonte Istituto Superiore di Sanità – SEIEVA)
(lL'ex Ministro della in-Salute De Lorenzo rese obbligatorio il vaccino; per questo ha incassato 600 milioni dalla casa farmaceutica che lo produce)

Che cos'è l'Epatite B: Si tratta di una malattia acuta con infezione sistemica, cioè diffusa, che interessa soprattutto il fegato, determinata da un virus. Vi sono vari tipi di virus in grado di determinare epatite e quello che ci interessa è quello di tipo B. L'Epatite B ha una incubazione tra i 45 e i 180 giorni e possiamo avere quattro principali forme cliniche:

1) asintomatiche senza disturbi, diagnosticate occasionalmente (65-70%).

2) anitteriche, frequenti nei bambini piccoli, con malessere generale, stanchezza, nausea, vomito, anoressia, ma senza ittero (cute giallastra).

3) itteriche, cioè con ittero e con gli altri sintomi descritti.

4) atipiche (molto rare), caratterizzate da protratto stato di malattia o da decorso fulminante (dallo 0.1 all'1% dei casi).Indipendentemente dalla gravità della forma, la presenza nel sangue dell'antigene virale persiste in genere per tre mesi; nel caso di persistenza oltre i sei mesi si parla di portatore cronico. Dei portatori cronici, la metà guarisce nell'arco dei successivi sei mesi; mentre l'altra metà resta tale per un periodo di tempo indefinito, anche per tutta la vita e nella stragrande maggioranza dei casi in modo asintomatico.

Cosa contiene il vaccino: I preparati vaccinali vengono sintetizzati in laboratorio modificando il virus dell'Epatite B. Il vaccino antiepatite B a DNA ricombinante è un prodotto della manipolazione genetica del virus dell'Epatite B. Con cellule di lievito nel cui materiale genetico viene inserita una porzione del gene del virus dell'Epatite B; vengono poi trattate con formaldeide adsorbite su idrossido di alluminio conservate con un battericida a base di mercurio e acido salicilico (thimerosal); addizionate di altre sostanze, come antibiotici, non dichiarate. (fonte: foglietti accompagnatori dei vaccini entiepatite B a DNA ricombinante Engerix B e Recombivax HB).

Tutti a scuola senza vaccinazione: Il Presidente della Repubblica il 26 gennaio 1999 ha firmato un decreto che regolamenta definitivamente la posizione dei bambini non vaccinati a scuola. il D.P.R. n.355 dice testualmente: "La mancata certificazione (delle vaccinazioni) non comporta il rifiuto di ammissione dell'alunno alla scuola dell'obbligo o agli esami".

Rischio di ammalarsi di Epatite B: Il rischio di ammalarsi di Epatite B in Italia, fin dal 1990 (quindi prima della vaccinazione obbligatoria) è assolutamente modesto: 5 casi ogni 100.000 abitanti. L'Epatite B è una malattia che si trasmette solo attraverso il sangue, per cui il rischio per un neonato o un bambino di ammalarsi è assolutamente insignificante. (Fonte: Istituto Superiore di Sanità SEIEVA, Sistema Epidemiologico Integrato dell?Epatite Virale Acuta, Rapporto annuale 1991-1992-1993).

Il vaccino antiepatite causa la sclerosi a placche: Una sentenza del tribunale di Nanterre ha incolpato il vaccino antiepatite B come causa dell'insorgere della sclerosi multipla a placche in due donne. I giudici hanno quindi condannato l'azienda britannica SmithKline Beecham (SKB) che produce il vaccino Engerix B, con cui erano state "immunizzate" [?] le donne, a pagare ad ognuna delle malate un indennizzo variante da 150 a 250 milioni di lire. Secondo i magistrati "un insieme di elementi permette di stabilire con sufficiente certezza che la vaccinazione con l'Engerix B è stato l'elemento scatenante dell'insorgere del male". (Il Corriere della Sera, 09/06/1998).

Anche gli operatori sanitari non si vaccinano: Il 19% degli operatori sanitari "categoria a rischio" del Nord Italia non si vaccinano. Al Sud la percentuale sale al 39% (Fonte: L'Espresso 19/07/2001). Il Ministero della Sanità ha di che preoccuparsi, ma di fronte alle notizie sui danni che questa vaccinazione può procurare sembra che anche i suoi dipendenti preferiscono non rischiare. L'ultima di queste notizie è che in Francia il laboratorio farmaceutico britannico produttore di uno dei vaccini contro l'epatite B è stato ritenuto responsabile dell'insorgere della sclerosi a placche in due donne. L'industria è stata condannata a risarcire le pazienti e la Corte d'Appello di Versailles ha confermato l'esistenza di un legame causa-effetto fra il prodotto imputato e la grave malattia, se pur solo attraverso "presunzioni gravi, precise e concordanti".

IMMUNODEPRESSIONE DA VACCINI

Bisogna sapere che un aspetto assolutamente certo e riscontrabile in tutte le vaccinazioni consiste nella soppressione post-vaccinale delle difese immunitarie, con un massimo di caduta dei livelli di linfociti 10 giorni dopo l'inoculazione. Un vaccino diminuisce l'immunità mediata da linfociti del 50%, due vaccini insieme del 70%. Ormai sono una norma 3 vaccini nella stessa iniezione, il tutto ripetuto in tre dosi successive a distanza di qualche mese. I vaccini riducono il numero di globuli bianchi, la capacità fagocitante dei neutrofili polimorfonucleari, la vitalità dei linfociti, la segmentazione dei neutrofili (Robin, 1997). "Il vaccino attenuato del morbillo produce soppressione immunitaria che contribuisce ad un aumento di suscettibilità ad altre infezioni. Recentemente vaccini antimorbillo ad elevato titolo sono stati correlati a mortalità a lungo termine dei soggetti vaccinati" (Auwaeter, 1996). Nel 1989 fu creato un tipo di vaccino per il morbillo altamente concentrato e quindi potenzialmente immunizzante più a lungo o meglio. Raccomandato dalla OMS, fu sperimentato da 1500 bambini di un quartiere di Los Angeles che su bambini del Messico, Haiti ed Africa. Fu rivelato che i bambini iniettati con tale prodotto stavano morendo in gran numero. Le bambine africane, cui nell'esperimento fu somministrata una dose doppia rispetto a quella dei bambini, avevano una mortalità significativamente maggiore di quella dei bambini. Nel 1992 l'OMS ritirò tale vaccino dal mercato. Il super-vaccino creato per il morbillo nel 1989 risultò causare una super-soppressione (da 6 mesi a 3 anni) del sistema immunitario.

Autismo da virus: Il meccanismo delle encefaliti virali è noto e sono noti casi di autismo prodotti da encefaliti virali. Il passaggio dell'attacco del virus latente (vaccinale) all'autismo è meno ovvio e più articolato. Infatti c'è una progressione asintomatica, clinicamente invisibile, se si eccettuano inizialmente, reazioni post-vacciniche quali febbri, pianti prolungati con strilli acuti, alterazione del ritmo del sonno, etc. La vaccinazione non fa altro che realizzare proprio quello che tutto il corpo e il sistema immunitario cercano di evitare o prevenire quando in contatto con un virus: ovvero l'iniezione immette il virus direttamente nel sangue, senza che siano state attivate le difese locali e fagocitarie, offrendogli accesso libero ed indisturbato verso alcuni target più delicati e questa volta vulnerabili (neurologico, endocrino, etc). Zecca e collaboratori (1998) segnalano che i livelli di anticorpi a rosolia e morbillo in bambini diagnosticati autistici erano del 300% superiori a quelli normali. Questi livelli elevati di anticorpi possono essere interpretati come un'attivazione cronica del sistema immunitario contro un' infezione subclinica. Ricercatori del Royal Free Hospital di Londra (Wakefield, 1998 e 2000) hanno dimostrato, mediante ileocolonscopia, la presenza nell'intestino del virus latente del morbillo nel 100% dei bambini la cui regressione autistica aveva avuto inizio con reazioni avverse alle vaccinazioni. Un altro gruppo di ricerca, quello irlandese del prof. John O'Leary, ha confermato la presenza del virus del morbillo dello stesso ceppo del vaccino nell'intestino di 24 bambini autistici su 25. Sembra che il bambino autistico non riesca a liberarsi della presenza di tale virus vaccinale nell'organismo. Il prof. Kawashima, dell'Università di Tokio, ha trovato il virus del morbillo (del ceppo vaccinale) nel sangue di bambini che hanno avuto una regressione autistica a seguito delle vaccianzioni. Virus di ceppi vaccinali dunque sono una presenza costante (anche a distanza di anni dalla vaccinazione) in bambini autistici ma non in bambini di controllo sani. Con il test rapido del sangue denominato "Polymerase Chain Reaction" (PCR test), cioè test sulla catena di reazione della polimerase, è possibile rilevare la presenza subclinica nell'organismo del virus dello stesso ceppo vaccinale.



B O J S
(Federazione COMILVA)


Lorenzo Acerra
(Federazione COMILVA)



Leggi la prima parte > QUI' <

Indirizzi utili:

Associazione Universo Bambino: viale O. Flacco 11, 70124 Bari - tel/fax 080/5042326 http://www.universobambino.it/
Associazione vittime dei vaccini: c/o Giorgio Tremante, via Danilo Preto 8, 37133 Verona - tel 045/8402290, e-mail: giorgiotremante@tin.it
CO.M.I.L.VA. (Coordinamento del Movimento Italiano per la Libertà di Vaccinazione) http://www.comilva.org/ Corrispondenza C.P. 1881, 34133 Trieste - Tel/Fax 040.393536MIR (Dipartimento Salute e Ambiente) via Milano 65 - 25100 Brescia - tel 030/317474
VACCINETWORK (Movimento per la Libertà di vaccinazione) viale Gramsci 279 - 41100 Modena - tel 059/310797
Tratto da Vaccinazione obbligatoria antiepatite B - maggio 2001 - Macro Edizioni http://www.disinformazione.it/vaccinazioni.htm#vaccini

30 gennaio 2008




I medici americani registrano ogni anno migliaia di reazioni serie ai vaccini, incluse centinaia di morti e di menomazioni permanenti. Le popolazioni completamente vaccinate sono state investite da epidemie, e i ricercatori attribuiscono dozzine di condizioni neurologiche e immunologiche croniche ai programmi di immunizzazione di massa. Vi sono centinaia di studi medici pubblicati che documentano il fallimento dei vaccini e le reazioni avverse, e dozzine di libri scritti da medici, ricercatori e scienziati indipendenti che rivelano serie lacune nella teoria e pratica dell'immunizzazione.


1: "..i vaccini sono completamente innocui..? "

Il VERS (sistema che riporta gli effetti avversi ai vaccini) dell'
FDA (Food and Drug Administration) riceve annualmente 11.000 rapporti su serie reazioni avverse ai vaccini, di cui l'1% rappresenta le morti causate dalle reazioni al vaccino. La maggior parte delle morti sono ascrivibili al vaccino della pertosse. Studi internazionali hanno dimostrato che la vaccinazione è causa della SIDS (sindrome di morte infantile improvvisa).
2: "..i vaccini sono molto efficaci..?"

La letteratura medica possiede un numero sorprendente di ricerche che documentano il fallimento del vaccino. Epidemie di morbillo, orecchioni, vaiolo, polio si sono manifestate in popolazioni vaccinate. Nel 1989 il CDC (Center for Diesease Control and Prevention) riportò:.."nelle scuole con un livello di vaccinazioni superiore al 98% si sono avute epidemie (morbillo) fra i bambini di età prescolare.." "..l'apparente paradosso è che, quando il tasso di immunizzazione al morbillo aumenta a livelli alti in una popolazione, il morbillo diventa una malattie di persone immunizzate..".

3: "..i vaccini sono la ragione principale del basso tasso di malattie..?"

Secondo l'Associazione Britannica per il Progresso della Scienza, le malattie infantili diminuirono del 90% fra il 1850 ed il 1940, parallelamente al miglioramento delle pratiche sanitarie ed igieniche, ben prima che fossero introdotti i programmi di vaccinazione obbligatoria. A sottolineare questa conclusione è stato un recente rapporto dell' OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità), il quale trovò che la malattia e i tassi di mortalità nei paesi del terzo mondo non hanno un legame diretto con le procedure di immunizzazione o il trattamento medico, ma sono strettamente collegate con gli standard igienici ed alimentari.

4: "..la vaccinazione si basa su fondate teorie e pratica dell'immunizzazione..?"

L'evidenza clinica sta nella loro capacità di stimolare la produzione di anticorpi. Quello che non è chiaro è se tale produzione produca immunità. Per esempio i bambini anemici di agammaglobine sono incapaci di produrre anticorpi, tuttavia guariscono dalla malattie infettive quasi con la stessa velocità degli altri bambini. L'immunità naturale è un fenomeno complesso che coinvolge molti organi e sistemi.

5: "..le malattie infantili sono pericolose..?"

La maggior parte delle malattie infettive dell'infanzia hanno poche serie conseguenze al giorno d'oggi. Persino le statistiche conservatrici del CDC sulla pertosse durante il 1992/1994 indicano un tasso di guarigione del 98.8%. Nella maggior parte delle volte, la malattie produce immunità per tutta la vita, mentre l'immunità del vaccino sintetico è solo temporanea.

6: "..mio figlio non ha avuto reazioni, quindi non vi è nulla di cui preoccuparsi..?"

Gli effetti negativi documentati del vaccino includono disturbi immunologici e neurologici cronici, quali autismo, iperattività, scarsità di attenzione, dislessia, allergie, cancro. I componenti del vaccino includono noti cancerogeni quali thimersol, il fosfato di alluminio e la formaldeide. Il dilemma è che gli elementi virali presenti nel vaccino possono perdurare e mutare nel corpo umano per anni, con conseguenze imprevedibili.

Un solo vaccino per sei malattie

L'antipolio sarà usata sempre meno, perché sarà applicato il nuovo calendario vaccinale che prevede la somministrazione di sei vaccini con un'unica iniezione. Nell'esavalente, oltre alle quattro vaccinazioni obbligatorie contro polio, difterite, tetano ed epatite B, vi sono l'antiemofilo e l'antipertosse. "Un'unica iniezione - commenta Il Corriere della Sera del 18 luglio scorso - e andrà in soffitta anche il classico antipolio orale Sabin, più protettivo ma più suscettibile a reazioni drammatiche (un caso di paralisi su 750mila)". Intanto la nuova malattia da debellare sarebbe la varicella, responsabile di aver colpito nell'ultimo anno il 50% della popolazione infantile. Tra circa un anno e mezzo, apprendiamo sempre dal Corriere, si arriverà alla messa a punto del vaccino quadrivalente antimorbillo-antiparotite-antirosolia-antivaricella. Risulta comunque che le vaccinazioni non sono particolarmente gradite dagli italiani, visto che nonostante le pressioni e le manipolazioni dell'informazione medica, meno del 60% dei bambini vengono sottoposti alle vaccinazioni raccomandate (non obbligatorie).

POLIOMELITE

Il vaccino della poliomielite è indicato con orgoglio da ogni governo come la prova definitiva che la vaccinazione di massa funziona. Il governo statunitense fa notare che durante gli anni peggiori della polio, in America si verificarono 20000 - 30000 casi, rispetto ai 20-30 all'anno al giorno d'oggi. Tuttavia il dott. Bernard Greenberg, capo del Dipartimento di Biostatistica presso l'Università della Carolina del Nord, Scuola di Sanità Pubblica, continua ad affermare che i casi di polio aumentarono del 50% tra il 1957 e il 1958 e dell' 80% al 1959, dopo l'introduzione dell'immunizzazione di massa. In cinque stati - New England, Massachusetts, Connecticut, New Hampshire, Rhode Island e Vermont - i casi di polio più o meno raddoppiarono nel 1954 e nel 1955 dopo l'introduzione del vaccino per la poliomielite.Malattie come la polio operano in modo ciclico. La grande epidemia di polio si verificò nel anni 1910, negli anni 1930 e negli anni 1950; poi i casi diminuirono grandemente fino a raggiungere quasi lo zero. Nei veri casi di polio, il virus vive nell'intestino, creando quella che ordinariamente è un'infezione innocua. Il virus morto, originariamente sviluppato da Joan Salk, viene iniettato sotto la pelle e si dà per scontato che viaggi attraverso il flusso sanguigno per creare anticorpi che lo "bloccheranno" prima che raggiunga il sistema nervoso. Tuttavia, l'iniezione del virus della polio morto, non dà "un'immunità intestinale", cioè non fa crescere gli anticorpi nell'intestino. Questo significa che, anche se non si contrarrà la polio paralizzante, il virus selvaggio continuerà a vivere nell'intestino e teoricamente potrà essere trasmesso a qualcun altro. Il vaccino originale di Salk richiedeva tre o più richiami ogni cinque anni. Quando venne somministrato per la prima volta, venne considerato un successo enorme, finché negli anni '60 la percentuale di vittime di poliomielite salì. Il vaccino vivo orale (OVP), venne sviluppato da Sabin, e praticamente rimpiazzò il vaccino di Salk negli anni '60, perchè non solo conferiva, o così sembrava, un'immunità per tutta la vita a chi lo riceveva, ma gli impediva di divenire portatore del virus selvaggio. Gli scienziati ora si rendono conto che ci sono poche prove che il vaccino vivo permetta il raggiungimento effettivo di questa immunità tipo "porta di servizio" tra le persone vaccinate. Questa è stata la conclusione di uno studio scientifico condotto da un gruppo di ricercatori dopo un'epidemia di polio a Taiwan, dove il 98% dei bambini era stato immunizzato. Ci sono moltissime prove che il vaccino per la polio sia fallimentare. Molto delle epidemie dei nostri giorni si verificano più tra le persone immunizzate che tra quelle non immunizzate. Con il virus della polio vivo, il problema principale è che questa versione "attenuata" o indebolita del virus contenuta nel vaccino può alterarsi geneticamente negli intestini, trasformandosi in una forma virulenta e provocando una poliomielite paralizzante in chi la riceve o in coloro con i quali vieni a contatto.

TETANO DIFTERITE E PERTOSSE

L'incidenza e il numero delle morti per difterite iniziarono a diminuire molto tempo prima che il vaccino venisse introdotto, come accade per il tetano, in particolare grazie all'attenzione prestata all'igiene delle ferite. Il grande declino delle morti per pertosse (circa l'80%) si verificò prima dell'introduzione del vaccino.

Vaccino della Pertosse: E' riconosciuto come il più pericoloso. Di tutte le reazioni avverse alle vaccinazioni che vengono ora riportate dal Sistema Americano di Registrazione di Eventi Avversi ai Vaccini, la stragrande maggioranza sono dovuti al vaccino DPT. Incredibile ma vero, la sicurezza del vaccino contro la pertosse non è mai stata provata prima che questo venisse iniettato a milioni di neonati. Essenzialmente il vaccino come lo conosciamo oggi non è differente dal primo lotto creato nel 1912. A quel tempo due batteriologi francesi fecero crescere il batterio della pertosse in grandi contenitori, lo uccisero con il calore, conservando questo brodo con la formaldeide e proseguendo iniettandolo a centinaia di bambini. A differenza di molti vaccini che vengono detossificati e purificati, il vaccino della pertosse contiene ancora la "cellula completa" del batterio della pertosse. Questo significa che contiene ancora endotossine e sostanze come pareti cellulari molto tossiche, che provocano febbre, interferenze con la crescita e morte negli animali di laboratorio. Per non parlare poi dell'aggiunta di un "adiuvante" un sale metallico (spesso un composto dell'alluminio) usato per aumentare l'effetto del vaccino, più un conservante (un derivato del mercurio). Questi ingredienti vengono usati a dispetto del fatto che la formaldeide sia cancerogena e che l'alluminio e il mercurio siano altamente tossici per gli esseri umani.

Vaccino anti-Epatite B: L'OMS (l'Organizzazione Mondiale della Sanità) raccomanda che il vaccino per l'epatite B (HB) venga incluso nel programma di vaccinazione per neonati o bambini in tutto il mondo. In Italia il vaccino è obbligatorio. Quello di cui nessuno parla è come è stato creato il vecchio vaccino. Nessuna produzione di vaccini è simpatica (per esempio la produzione del vaccino della pertosse utilizza il muco di bambini infetti, quella del tifo usa gli escrementi delle vittime e la rosolia viene coltivata in feti abortiti), ma questa è una delle poche che derivano direttamente dal sangue umano, in particolare, i prodotti del sangue di persone omosessuali cha avevano contratto l'epatite. Il vaccino è stato rimpiazzato negli anni '90 da una versione ottenuta tramite l'ingegneria genetica o versione a "DNA ricombinante", che viene coltivata in cellule di funghi unicellulari. Comunque i primi vaccini derivati dal plasma non sono mai stati ritirati dal mercato. Perciò fino a poco tempo fa, chiunque si fosse vaccinato per l'epatite avrebbe potuto ricevere un vaccino derivato da sangue umano.In un rapporto della Nuova Zelanda si parla dopo una immunizzazione di massa di eventi avversi quali: letargia e malessere, diarrea, asma, svenimenti, artrite, pallore, calo della pressione.
Tratto da Ciò che i dottori non dicono: la verità sui pericoli della medicina moderna diLynne McTaggart edizioni MacroIl

Vaccino per il morbillo collegato ad autismo

I dottori britannici hanno scoperto che la vaccinazione MMR (morbillo, rosolia ed orecchioni) potrebbero innescare l'autismo. Lo studio, condotto presso il Royal Free Hospital, ad Hampstead, Londra nord, ha anche scoperto una connessione tra vaccino e infiammazione intestinale. Ha mostrato che di 12 bambini che erano stati in precedenza diagnosticati normali, tutti hanno sviluppato una malattia intestinale e nove hanno sviluppato l'autismo. Secondo i medici coinvolti nello studio, otto dei bambini hanno sviluppato cambiamenti nella salute e nel comportamento entro sei giorni dalla vaccinazione. In uno studio di un altro gruppo di bambini, 46 su 48 hanno sofferto di problemi intestinali e comportamentali entro sei giorni dalla vaccinazione.
Fonte: Herald Sun, Melbourne, 28 Febbraio 1998; Weekly Telegraph, Londra, 4-10 Marzo 1998

Un ricercatore italiano, Antonio Procopio dell'Università di Chieti, insieme a due studiosi americani del NIH (National Institutes of Health), Michele Carbone ed Harvey Pass, hanno scoperto all'interno dei tumori (mesotelioma) un virus che ha tutti i connotati dello SV40 (agente infettivo dei macachi) e che non è presente nei tessuti circostanti.Il vaccino contro la Polio, si prepara con cellule di scimmia, da cui il virus SV40 era passato nei preparati distribuiti in tutto il mondo dagli anni '50 fino al 1985.
Panorama e l'Espresso del 10/06/94

Vaccini al mercurio

Un decreto del Ministero della Sanità del 15 luglio 2000 (D.M. 15 giugno 2000) prevede l'eliminazione del mercurio nei vaccini, ma tale obbligo entrerà in vigore solo tra sei anni, nel 2007. Lo stesso decreto ha prescritto nuove modalità di compilazione degli stampati e dei foglietti illustrativi dei medicinali contenenti mercurio, nei quali vi dovrà essere l'avvertenza di possibili reazioni allergiche e di sensibilizzazione. La presenza del mercurio nei vaccini era poco nota all'opinione pubblica, ma una ricerca negli USA nel 1999 ha accertato che la quantità di questo elemento utilizzato come conservante nei vaccini superava di gran lunga i limiti di sicurezza. Sempre negli USA era stato riscontrato un aumento dei casi di autismo collegato all'assunzione di mercurio nell'organismo. Di qui la decisione di vietare la produzione di tali vaccini, con la possibilità, però, di vendere le scorte fino a esaurimento. Dopo tali notizie allarmanti sono stati presentati alcuni esposti alla Magistratura da parte di alcuni cittadini ed associazioni e, quindi sono state avviate le indagini per accertare eventuali responsabilità penali. I vaccini antidifterico ed antitetanico contengono circa 25 mcg di mercurio, il vaccino antiepatite B per uso pediatrico ne contiene 12,5 mcg, quindi sommando abbiamo 37,5 mcg di mercurio somministrati assieme, in dose settantacinque colte superiore al livello di sicurezza consigliato dall'O.M.S. (0,5 microgrammi). Nei foglietti illustrativi delle fiale, il mercurio si nasconde sotto il nome di vari composti: thiomersal, etilmercurio, mercuriotiolato, sodiomertiolato (Libero 16/03/2001 e del Corriere della Sera 18/06/2001)

Aumentano i casi di meningite

Crescono i casi di meningite da pneumococco in Italia, ma stranamente ciò avviene nel Nord, dove si vaccina di più. Risultano infatti 309 casi denunciati nel 1999 contro i 109 del 1994, principalmente bambini fra i 13 e i 18 mesi (24 Ore-Sanità 3-9 luglio 2001). L'allarme (udite, udite!) viene lanciato dal Moige, un'associazione di genitori. L'incidenza della malattia nel Nord è di 7.4 per milioni di abitanti, nel Centro di 5.8 e nel Sud di 2 per milione (in Molise nessun caso registrato). Poiché il tasso di mortalità per questa malattia sfiora il 60% è da escludere che tali notevoli differenze d'incidenza sulla popolazione infantile siano imputabili alla mancata segnalazione dei pediatri del Sud e del Centro, come ci vorrebbero far credere. Inoltre sembra poco probabile che quei pediatri vogliano correre il rischio di non denunciare una malattia con decorso spesso mortale.

Morte in culla e la vaccinazione DPT

La protezione farmacologica propinataci contro la morte in culla? Ma è proprio questa stessa protezione farmacologica, con i vaccini dati in giovanissima età, che sembra causare la moria dei nostri bambini!Citiamo dal libro della Dottoressa Viera Scheibner:Uno studio condotto negli USA su settanta casi di morte in culla selezionati a caso ha evidenziato che ben il 66% dei bambini deceduti aveva ricevuto il vaccino DTP (difteria, tetania, pertosse) poco tempo prima della morte: 6,5% entro le 12 ore, 13% entro 24 ore, 26% entro 3 giorni, 37% entro una settimana, 61% entro due settimane e 70% entro 3 settimane. E' stato anche scoperto che i casi di morte in culla dei bambini non vaccinati si concentravano nel periodo invernale, le morti dei bambini vaccinati succedevano durante tutto l'arco dell'anno, ma comunque sempre nel periodo subito dopo la vaccinazione. Le registrazioni del respiro dei neonati prima e dopo le vaccinazioni hanno mostrato un respiro normale nei sei giorni precedenti, ed un respiro a tratti difficoltoso durante i 12 giorni seguenti. I periodi di respiro difficoltoso coincidevano con l'incidenza delle morti in culla a seguito della vaccinazione in 41 dei casi. Questa correlazione fu oggetto di uno studio separato.Quando in Giappone, nel 1974, è stata innalzata l'età minima per ricevere la vaccinazione DTP a due anni, la morte in culla a seguito delle vaccinazioni è praticamente scomparsa ed il Giappone ha avuto, da quel periodo in poi, la mortalità infantile più bassa al mondo. Forse sarebbe il caso di valutare queste statistiche e di trarre le dovute conseguenze anche in Italia, invece di proporre, come fa il nostro ministro dalla sanità, sempre nuove forme di "protezione farmacologica". Oppure dobbiamo pensare che il nostro sistema sanitario, incluso lo stesso ministero, siano sotto l'influenza di una lobby farmaceutica così potente da considerare qualche morte "roba da poco"?



B O J S




FEDERAZIONE COMILVA - http://www.comilva.org/



Leggi la seconda parte > QUI' <



Fonti ed altre informazioni sul tema:

Il libro di Viera Scheibner - "Vaccination - A medical Assault on the Immune System"Le citazioni da noi riportate,
a cura di: ENVIRONMENT & HEALTH NEWS http://www.environmenthealthzone.com/
Si ringrazia La Leva di Archimede



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