ESISTE UNA MATRIX CHE STA' PER ESSERE DISTRUTTA PER SEMPRE

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06 aprile 2012



  1. Perchè quasi tutte le chiese insegnano che Yahushua rimase nella tomba un giorno e mezzo (dal pomeriggio del venerdì all'alba della domenica), quando è invece Biblicamente provabile che Yahushua resuscitò esattamente «tre giorni e tre notti» DOPO la sua morte come aveva promesso?
  2. Perchè quasi tutti considerano la Pasqua (Pesach) come una celebrazione della «resurrezione» del Messia, anzichè una commemorazione del Suo sommo «sacrificio espiatorio» dei nostri peccati?
  3. Perchè la maggior parte delle istituzioni religiose celebra la resurrezione del Messia nel giorno di «Domenica», quando è invece biblicamente provato che Yahushua fu resuscitato il «Sabato»?
  4. Sapevate che la tradizionale «Domenica di resurrezione» NON FU MAI FESTEGGIATA nè dai dodici apostoli originali nè dalla Chiesa del I° secolo, perchè in quella specifica domenica primaverile i pagani solevano RENDERE IL CULTO ALLA DEA "EASTER"?? (International Standard Bible Encyclopaedia, Vol. 2, 1982)
Nel 325 d.C., il Concilio di Nicea impose in tutto l'IMPERO CATTOLICO ROMANO l'osservanza di una "Pasqua Cristiana" da celebrarsi sempre in coincidenza della prima domenica dopo l'equinozio di primavera (21 marzo) PROPRIO NEL GIORNO DEDICATO A QUELLA DEA SATANICA! Poteva davvero il Messia essere contento di vedere che la Sua Commemorazione fosse stata trasformata in una tradizione umana che, tra l'altro, coltivava l'usanza di uova, colombe e conigli in segno della "fertilità" primaverile attribuita a quella dea pagana?

NON APPROVATI DAL PADRE ETERNO

Moltissime persone, (la maggioranza), seguono ancora queste pratiche e molte altre usanze abominevoli al Creatore e di origine idolatrica e demonica, come la benedizione del "fuoco nuovo", le "ceneri" e la "quaresima", partendo dal presupposto che esse rendano onore al Supremo Eloah dal momento che oggi le si fanno per il Messia. Ma, molti dovrebbero onestamente chiedersi, come Lui considera queste usanze e tradizioni idolatriche pagane?
La Sua Parola di verità ci dice: «Guardati bene dal cadere nel laccio delle tradizioni degli increduli.. Avrai invece cura di mettere in PRATICA TUTTE LE COSE CHE IO TI COMANDO; non vi aggiungerai nulla e non vi toglierai nulla.» (Deut. 12:30-33; Matt. 4:4)

La VERA Pasqua si celebra UNA SOLA VOLTA ALL'ANNO. Essa serve a "commemorare", anno dopo anno, il supremo sacrificio di Yahushua il Messia: Egli, pur non meritando la morte, offrì la Sua vita come riscatto per l'umanità caduta sotto il potere di una morte che altrimenti sarebbe stata eterna. Egli PAGO' IL PREZZO al posto nostro liberandoci così dall'inganno Satanico (Matt. 26:17; 26-28; Giov. 1:29). Così egli ha reso possibile la futura resurrezione dei morti (1 Cor. 15:22).

La maggior parte degli aderenti alle religioni Babiloniche della Cristianità deviata ha abbandonato la retta via e le vere festività comandate dal Padre Onnipotente Yahuveh, osservando al loro posto tutte le feste idolatriche, demoniche di origine pagana, travestite da pseudo-cristianità. Ha perduto la via che conduce alla vita eterna per seguire la via larga che porta alla morte, e con questa ha perduto anche la meravigliosa "comprensione" della Verità e del vero progetto del Creatore dei mondi per la salvezza del genere umano in tutti i tempi.

La data della Pasqua Ebraica è il 15 Nisan quando Eloah ha comandato di celebrare la Pasqua e di uscire dall'Egitto.  L'agnello veniva ucciso il 14 Nisan.   La VERA Pasqua, la commemorazione dell'ultima cena di Yahushua, si celebra dopo la tramonto del 13 Nisan cioè il 14 Nisan quando Yahushua fece la cena con i suoi discepoli prima di essere ucciso.

Una cosa dobbiamo ricordare che il giorno ebraico inizia dal tramonto e termina al tramonto (circa 18:00 per la media), non come noi, da mezzanotte a mezzanotte,  bisogna afferrare questo punto per calcolare la vera Pasqua. (In tale divisione non si aveva riguardo alla differenza di lunghezza dei giorni, così le ore variavano a seconda delle stagioni, oscillando fra 49 e 71 minuti). - Diz.Biblico -Claudiana.  
 
Un esempio ... sappiamo che, Pesach, Pasqua Ebraica 15 Nisan, cade il venerdì 6 aprile del 2012  Il 14 Nisan cade il giorno prima, cioè giovedì 5 aprile 2012. Dato che il giorno ebraico inizia alle 18 del giorno precedente, l'ora della celebrazione dell'ultima cena è il 5 dopo tramonto. 

Quì sotto un disegno che spiega molto bene il tutto (cliccate sulle immagini per aprire un'altra pagina in cui cliccandoci sopra una seconda volta vengono ingrandite):


In Verità.




Lion of Yahuda




06 agosto 2011








09 luglio 2010






GESU' NON E' IL CORRETTO IDENTIFICATIVO 
DEL MESSYAH DEL VERO DIO


Se questa è una novità per voi, può essere un pò come uno shock
Ma è vero e verificabile
 
L'uomo ha prima occultato e poi modificato il nome del Padre Celeste 
e poi anche quello del Suo vero Messyah

Forse i nomi non sono molto importanti nel mondo moderno, ma nelle Sacre Scritture possiamo trovare invece che essi al contrario sono molto importanti
 
Leggi il seguito di questo studio per scoprire quanto sia importante 
questo nome veramente.



Tutti conoscono, almeno di nome, quell'uomo vissuto circa 2000 anni fà che è chiamato in Italiano Gesù il Cristo, ma pochi sanno o si sono peoccupati di sapere se il nome che invocano è davvero quello giusto. Gesù è la trasposizione distorta in Italiano del vero nome ebraico di colui che è chiamato nelle Sacre Scritture "Figlio dell'uomo".

PERCHE' DOVREMMO PREOCCUPARCI DI CONOSCERE IL VERO NOME DI COLUI 
CHE IN ITALIANO VIENE CHIAMATO GESU'?

Perchè chiamare con un nome diverso o distorto una persona è innanzitutto una macanza di rispetto... provate a pensare se indicassero voi con un nome diverso o distorto.. per prima cosa non vi farebbe piacere e poi se qualcuno usasse questo per chiamarvi, non vi girereste nemmeno, non credete..??

ALLORA PERCHE' SI CONTINUA A CHIAMARE IL FIGLIO DEL DIO VIVENTE CON UN NOME CHE [NON GLI APPARTIENE] E CHE SOPRATTUTTO [NON SIGNIFICA NIENTE NELLA NOSTRA LINGUA]..??

Qualcuno ha giustificato ciò adducendo il fatto che molti nomi comuni sono stati nel corso dei secoli ritradotti in altre lingue, es.: Yah'ohanan=Johannes=Giovanni=John o Yah'i'rim=Jeremiah=Geremia o Yah'eoshuà=Johshua=Giosuè e così via per molti altri nomi di origine ebraica.

Però noi dovremmo sapere che i nomi riportati nelle Sacre Scritture nascono in lingua originale Ebraica, a cui appartiene un concetto linguistico totalmente diverso dal nostro e che attribuisce ai nomi di persone e cose delle valenze e degli attributi che ne determinano il ruolo, l'essere e la vita.. NON E' AFFATTO COME I NOMI CHE NOI DIAMO IN ITALIANO che hanno perso ogni significato e che vengono attribuiti solo per la loro stranezza o appartenenza a suoni che piacciono all'orecchio, ma... non hanno più alcun vero senso oggettivo intrinseco nella sostanza e di appartenenza ad uno scopo di vita.

Facciamo alcuni esempi: 

Per esempio a nessuno è mai venuto in mente di chiamare, qualcuno con un nome originale Ebraico come, il padre fondatore e primo Capo dello Stato di Isralele...
"David Ben Guriòn".. in DAVIDE BENITO GURIONE, tradotto in Italiano..!! 
O di fare altrettanto con tantissimi altri NOMI IMPORTANTI sia Ebrei che di altre nazionalità..!!

Il suo nome in Ebraico è scritto così: דוד בן גוריון

In Italiano si pronuncia come in Ebraico e cioè: "David Benguriòn"
 
Ascoltate la pronuncia in Ebraico confrontandola a quella Italiana cliccando >QUI'<

Il suo nome, come per TUTTI I NOMI EBRAICI, significa: David (= amato da Dio)  
Ben (= figlio Gurion (= del leone : il leone è simbolo della tribù di Giuda).

Vediamo perciò un uomo che si dà un nome EBRAICO che SIGNIFICA lo stesso PROGETTO della sua vita: Egli Amato da Dio figlio del Leone della tribù di Giuda... che ri-fonda la nazione antica Giudea.

Per esempio vi verrebbe mai in mente di chiamare pubblicamente il Presidente di una nazione con un nome distorto o errato..?? Certo che no..!!

Se un semplice uomo mortale, per giunta di origine Polacca, sceglie di avere un NOME EBRAICO che [SIGNIFICA] il SUO PROGETTO DI VITA (quello di essere il padre rifondatore dello Stato di Israele) e la sua stessa esistenza, tantopiù questo vale per il VERO NOME ORIGINALE del Figlio del vero Dio Onnipotente Yah'u'weh. Colui che è stato nominato Re dei Re e Signore dei Signori.. il MessYaH = Scelto da YaH.

Non un qualunque "XhristoS" = SCELTO da UNA QUALSIASI ALTRA "divinità" ... (leggere il precedente articolo che spiega l'origine di questo termine Greco cliccando >QUI'<) ... come ad esempio TUTTI I GRANDI IMPERATORI del passato che erano [Divini] perchè SCELTI e incarnati dalla Divinità .. come Nimrod (Marduk), i Faraoni d'Egitto, Alessandro il Grande, i Cesari di Roma, ecc.ecc. ... come si può ben comprendere quindi, la "divinizzazione" di un uomo (XristhoS) in sè stesso dalla divinità che [SCENDE DENTRO] di lui ... NON HA NULLA A CHE FARE con il vero Messyah..!! PERCHE' LUI E' VENUTO DIRETTAMENTE DALL'ALTO INVIATO DAL VERO DIO..!!

E' palesemente un credo religioso di origini antiche e proveniente dagli angeli decaduti chiamati con vari termini: Guardiani, Vigilanti, dèi, Anunnaki, demòni, ecc. ecc. che hanno come "capo supremo" quello stesso SERPENTE identificato come satan/helel = oppositore/portatore di luce..!!

Questo deve far riflettere seriamente e coscienziosamente le persone di cuore onesto e umile.. che desiderano seguire e fare la volontà del Supremo Onnipotente Eterno Elohim YAH'u'WEH.

Continuiamo con altri esempi:

In lingua Italiana il nome Giovanni non ci porta alla mente nessun significato specifico, ma al contrario se pensassimo in lingua originale quando pronunciamo il nome Yah'ohanan capiremmo e diremmo esattamente cosa significa: [Yah ci ha fatto un dono].

Così anche il nome Giosuè per quanto ci possa portare alla mente un nome Biblico allo stesso tempo non ha alcun vero significato in lingua Italiana e non ci fà pensare minimamente a ciò che penseremmo se parlassimo la lingua Ebraica. Pronunciando Yah'eoshuà diremmo esattamente: [Yah è Salvezza]..!!

Tantopiù il NOME PIU' GRANDE attraverso cui ci giunge la Salvezza eterna dal Padre Onnipotente DOVREBBE SIGNIFICARE PER NOI QUALCOSA [CHE E' MOLTO DI PIU' DI UN SEMPLICE NOME D'UOMO]..!!


Allora perchè NON E' STATA FATTA LA STESSA COSA CON IL NOME ORIGINALE DI YAH'u'SHUA..?? IL NOME PIU' IMPORTANTE NELL'UNIVERSO PER COLORO CHE CREDONO..?? 

IL NOME CHE [SIGNIFICA] IL [PROGETTO] DEL CREATORE [DELLA VITA]..??
Un'Autorità di livello ALTISSIMO, tanto che siede alla destra dell'Autorità ancora più GRANDE ESISTENTE negli universi (detti cieli) ... certamente merita ancor più rispetto di qualsiasi autorità nei cieli e sulla terra.
Il termine con cui identifichiamo il Figlio di Dio con il nome "Gesù" per quanto ci susciti sensazioni di compassione, misericordia, bontà o un certo tipo di amore, NON RENDE CORRETTAMENTE L'IDEA DI NESSUN PARTICOLARE SCOPO E VALORE al suo VERO E PROFONDO SIGNIFICATO.

QUAL'E' LA CORRETTA PRONUNCIA DEL VERO NOME ATTRAVERSO CUI SIAMO SALVATI?

YAH'
u'SHUA che si pronuncia in Italiano [IAUSCIUA] ... letteralmente [quando viene pronunciato] SIGNIFICA esattamente questo: Yah Egli Salverà e anche Yah Egli Salva o Yah il Salvatore.

CHE DIFFERENZA ... dal nome in Italiano che pronunciandolo non significa AFFATTO tutto questo nella nostra mente.

ORA IN EFFETTI PRENDE CORPO IL VERO SIGNIFICATO DI QUEL NOME CHE SALVA L'UMANITA' ... il Figlio di Dio porta su di sè NON UN NOME QUALSIASI O UN NOME PROPRIO... ma IL NOME del vero Dio Padre Yah'u'weh che SALVA..!!

Infatti il Padre Onnipotente ha un NOME UNICO, ricco e profondo di significato: YAH'u'WEH che ha di base ha il verbo: ESSERE, ESISTERE, VIVENTE.. e significa: IO MOSTRERO' DI ESSERE CIO' CHE MOSTRERO' D'ESSERE, IO SARO' QUELLO CHE SARO', IO SONO, SONO STATO E SARO'..!!

Il nome del Padre inizia con YAH e il nome del Figlio inizia con YAH.

Dio Padre Onnipotente progetta la salvezza dell'umanità attraverso Suo Figlio e gli dà come segno di riconoscimento di ciò ... il SUO stesso nome ... YAH ... Egli è il Creatore di tutte le cose e la fonte da cui proviene ogni cosa vera e buona, compresa la vita eterna attraverso Suo Figlio.. YAH'u'shua.

E' scritto: "Chiunque invocherà il nome del Signore sarà salvato" - (Rom. 10:13)

E' CORRETTO INVOCARE [IL NOME CHE SALVA] CON IL SOLO TERMINE ITALIANO "SIGNORE"..??

Se invochiamo.. Signore, Signore.. QUALE SIGNORE STIAMO CHIAMANDO..??

Ci sono MOLTI [Signori] nei cieli e sulla terra ... ma ognuno di questi deve avere per forza un nome identificativo, non è vero..?? 

Ad esempio ogni Signore sulla terra ha un nome come il Signor Carlo Bianchi, o il Signor Mario Rossi... così anche i Signori che sono nei cieli. Nel passato molti popoli pagani avevano sia Signori terreni che celesti a cui rivolgere le loro preghiere. Sì anche nei cieli come sulla terra ci sono molti Signori come viene specificato nelle Sacre Scritture sia nel vecchio testamento che nel nuovo testamento. 

Questi venivano identificati con il termine [BAAL], nelle lingue semitiche, che significa appunto [SIGNORE], tanto che esisteva Baal-Peor, Baal-Zebub (in Italiano Belzebù), etc. ma NON ERA l'appellativo BAAL ad IDENTIFICARLI UNIVOCAMENTE ... ma piuttosto il TERMINE IDENTIFICATIVO SPECIFICO, ad es.: Zebub che associato al termine Baal (Signore) ... significava appunto "SIGNORE delle Mosche".

Perciò è IMPORTANTE sapere che invocare il "Signore" in senso generico senza IDENTIFICARLO con il SUO proprio nome può portare a INVOCARE qualcuno che NON HA NIENTE A CHE FARE CON IL VERO DIO E CON SUO FIGLIO IL MESSYAH..!!

Lo stesso Yah'u'shua disse: "NON CHIUNQUE DICE: Signore, Signore entrerà nel Regno dei Cieli..." e se lo ha detto Lui vuol dire che è una cosa MOLTO IMPORTANTE..!!

Lo stesso se diciamo: "Gesù, Gesù..", cosa o CHI stiamo davvero invocando..??

E' come chiamare "Giuseppe" uno che invece si chiama "Youssuf".. è un nome distorto.. si potrà voltare questa persona quando la chiamiamo..??

Il vero nome del MessYah l'UNICO "Signore dei Signori" è invece Yah'u'shua ... e pronunciandolo abbiamo la certezza di ONORARE e invocare colui a cui vogliamo rivolgerci.. perchè attraverso questo nome INVOCHIAMO lo stesso Dio Padre: "Yah Egli Salverà".. e così come dice la parola di Dio, Suo Figlio diviene nostro "UNICO MEDIATORE" per la salvezza.

Poichè SOLO A LUI è stato dato [DIRETTAMENTE DAL PADRE STESSO], questo SACRO NOME, e SOLO ATTRAVERSO LUI possiamo accostarci al VERO Dio e ricevere la vita eterna.

E' scritto: "Ma come potranno invocare il [NOME] del [Signore], se non hanno creduto? E come potranno credere in lui, se NON NE HANNO SENTITO PARLARE? E come ne sentiranno parlare, se NESSUNO LO ANNUNCIA? E chi lo annuncerà, se nessuno è mandato a questo scopo?" - (Rom. 10:14,15)


Yah'u'weh Elohim PROGETTA (provvede la salvezza) dell'uomo 
attraverso "Suo Figlio
ed è quindi molto appropriato che Egli STESSO gli abbia dato 
un nome che SIGNIFICA:

YAH SALVA = YAH'u'SHUA


Allora chiunque invocherà il [NOME DEL SIGNORE] sarà salvo" (Atti 2:21)



IL NOME DI [QUALE] "SIGNORE"...??


YAH'u'SHUA


che significa


YAH' Egli SALVA, SALVERA', E' IL SALVATORE





In Verità.






B O J S

18 settembre 2008

PREMESSA


Con questo titolo inizia una "nuova serie" che permetterà di VEDERE (per chi vuole) OLTRE la massa degli eventi locali e globali, il VERO SIGNIFICATO di ciò che stà accadendo e accadrà in seguito. Dopo le due prime serie (quella sulle tecnologie di controllo del pensiero e Under Matrix che concluderà con un prossimo articolo) chi vuole potrà approfondire ulteriormente da solo tali nozioni, in quanto le notizie su internet sono ormai anche troppe su questi argomenti. Ma state attenti a non perdervi nel [labirinto delle nuove tecnologie] perdendo di VISTA il VERO SCOPO di tutto ciò.

Chi legge questo Blog.. sappia che esso è utilizzato come "strumento di avvertimento" per segnalare le cose IMPORTANTI per preservare la vostra vita.

Chi ha occhi per vedere e orecchi per udire... ODA CIO' CHE LO SPOSO DICE ALLA SPOSA..!!

Non è importante il Messaggero ... ma il MESSAGGIO.

Il Padre Onnipotente di tutte le cose possa aiutarvi e preservarvi attraverso i terribili eventi che stanno per giungere sulle teste di TUTTA L'UMANITA'.




In tutte le epoche della storia umana l'uomo è sempre stato molto attento alla meteorologia, ma mai come nei nostri giorni siamo bombardati di “previsioni” sul tempo. Ci sono addirittura canali che trasmettono 24 ore su 24 esclusivamente le previsoni del tempo in tutto il mondo.
E quando incontrate qualcuno non avete fatto caso che si parla spesso del tempo? Che caldo fà oggi.. che freddo oggi.. eeehh non ci sono più le stagioni..!! Frasi oramai d'uopo in ogni incontro.


Perchè tutto questo interesse sul tempo? Dovrebbe interessare a noi o dovremmo interessarci di qualcosa di molto più [IMPORTANTE]..??


E' scritto: “Quando si fa sera voi dite: il tempo sarà bello, perchè il cielo è rosso. E al mattino presto dite: oggi avremo un temporale perchè il cielo è scuro.
Dunque sapete interpretare l'aspetto del cielo e NON SAPETE CAPIRE IL SIGNIFICATO DI CIO' CHE ACCADE IN QUESTI TEMPI?”.
(Matt. 16:2-3)













Le "guerre e i rumori di guerre" di cui si parla in Matteo (Cap. 24:6) e Marco (Cap.13:7) riferendosi ai "Segni degli Ultimi Giorni", sono senza ombra di dubbio gli eventi che stanno caratterizzando gli ultimi tempi del Six-Tema Umano-Luciferino. Il ventesimo secolo ha visto per la “prima volta nella storia dell’umanità” il verificarsi di ben due guerre mondiali [che hanno coinvolto contemporaneamente l'intero globo] e di centinaia, se non addirittura migliaia, di piccole e grandi guerre locali, conflitti inter-etnici e guerre civili. Il nostro secolo è quello che più di tutti è stato segnato dalle violenze e dal sangue versato nelle guerre, un secolo funesto che ha visto solo poche regioni del mondo risparmiate dalla guerra.



Altri “segni” NON meno importanti sono riportati nella seconda lettera a Timoteo (3:1-5), dove l’apostolo Paolo descrive gli uomini degli ultimi tempi. E’ difficile non riconoscere nella descrizione attenta che fa Paolo, i difetti e i vizi che contraddistinguono gli uomini della nostra epoca. L’egoismo, l’avidità, l'invidia, la vanità, l’orgoglio, l’indifferenza verso Dio, la mancanza di rispetto e la ribellione come strumento di potere, l’avida ricerca delle cose materiali e dei piaceri carnali, sono solo alcuni dei tratti peculiari della nostra società di fine millennio. Se anche nel passato ci furono uomini con queste caratteristiche, ciò che rende VERA la profezia è la grande estensione di persone di questo genere (miliardi) rispetto le generazioni precedenti. Questi vizi, vengono oggi guardati con molta indulgenza e accettati con noncuranza. La nostra società addirittura li esalta e li incoraggia, considerandoli un mezzo inevitabile per poter emergere ed affermarsi nel mondo di oggi. Pochissimi individuano in questa forma di degradazione dei valori umani, la piattaforma di base su cui si fonda il piano per un DOMINIO GLOBALE.


L’allontanamento generale della gente, non tanto dalle religioni umane di Stato, ma dalla Verità del nostro vero Padre Onnipotente e il crescente interesse per tutti i nuovi culti pseudo-spirituali, le religioni fai-da-te, l'esoterismo, la magia e le sette sataniche è un ulteriore importante campanello d’allarme. Si veda a questo riguardo quello che Paolo dice nella prima lettera a Timoteo (4:1-3) e nella seconda lettera ai Tessalonicesi (2:3), sull’apostasia (che possiamo definire: la clonazione OGM della pura Verità di Dio) degli ultimi tempi prima della venuta del vero Messyah di Dio.
Anche molti recenti sviluppi tecnologici costituiscono un elemento importante per chi cerca di comprendere i segni dei tempi. L'Apostolo Giovanni ci mette in guardia nell’Apocalisse (13:16-18) da colui (l’Anticristo) che imporrà ai popoli l’uso del cosiddetto "marchio della bestia", recante il numero 666.

Senza questo marchio sulla fronte e sulla mano destra non sarà possibile per nessuno vendere o acquistare alcunché. L’elevato grado di miniaturizzazione raggiunto in questi ultimi anni nella produzione di micro-chip ed altri congegni elettronici ed elettro-meccanici tanto piccoli da poter essere inseriti nel corpo umano dimostrano senza ombra di dubbio come l’avanzamento tecnologico sia arrivato ad un grado tale da rendere ormai possibili scenari come quelli che Giovanni ha descritto circa diciannove secoli fa nel suo libro profetico.

Abbiamo già approfondito tali argomenti > QUI'< ..e.. > QUI'<
 

Ma un'altro segno dei tempi forse ancora più importante è la storia recente di Israele. La Bibbia, come è noto, ha sempre avuto nella nazione di Israele il suo ruolo centrale. Il profeta Ezechiele è quello che, forse meglio di altri, descrive il tempo del ritorno di Israele nella sua terra dopo la diaspora fra i popoli di tutto il mondo (Ezechiele 36:24 e 39:25-29). Egli profetizza il ritorno nella sua terra del popolo ebraico definendo questo periodo come: "gli ultimi anni". Il contributo del profeta in questo senso è fondamentale poiché crea un nesso temporale fra questo avvenimento e lo scoppio della guerra che culminerà nella battaglia di Armagheddon (l’ultimo combattimento mondiale che vedrà il ritorno di Gesù Cristo e la sua definitiva vittoria sulle forze del male).

Dal 1948 Israele, dopo un esilio di quasi 2000 anni, è stata ricostituita come nazione, un evento unico nella storia. Questo fatto, largamente previsto da diversi profeti della Bibbia, costituisce di per sé un punto cardine per gli studiosi biblici, per individuare con certezza gli "Ultimi Giorni" e la realizzazione delle successive profezie fino a quella più importante: la venuta del Regno di Dio sulla terra.

A questo punto potranno realizzarsi le altre profezie illustrate, con grande dovizia di particolari, nell’Apocalisse di Giovanni. I giudizi di Dio sull’umanità indifferente e malvagia, le guerre, le epidemie, le carestie, la venuta dell’Anticristo, il marchio della Bestia, i due testimoni, la caduta di Babilonia la Grande, la guerra di Armagheddon e tutti gli altri avvenimenti degli "Ultimi Giorni" [segneranno la fine] della Grande Tribolazione e sanciranno un nuovo inizio con l’instaurazione del Regno di Dio sulla terra con il RE dei RE Yahushua il [vero] Messyah.

Presto la nazione di Israele sarà catapultata sul palcoscenico dell'attenzione mondiale.. come MAI ACCADUTO PRIMA NELLA STORIA..!! Ma non fatevi ingannare dall'intersecarsi dell'agenda degli "Illuminati umani" a livello politico-religioso... approfondiremo questo argomento in seguito nei prossimi post di questa serie.
Eventi fino ad oggi solo ipotizzabili diverranno realtà. Il Tempio di Gerusalemme sarà ricostruito in tempi brevissimi e la città oggi divisa fra le tre principali religioni monoteistiche, diverrà il centro politico-religioso più IMPORTANTE del globo e sede del Governo Mondiale. Tutto ciò ACCADRA' successivamente al crollo della società occidentale e "durante un APPARENTE periodo di PACE E SICUREZZA".

La guerra finale di Armagheddon sarà scatenata in seguito all'attacco ad Israele da parte di una grande coalizione formata dai paesi che sono profetizzati nella figura del “Re del Nord”.
 
Anche il profeta Ezechiele ne parla, nei capitoli 38 e 39. Egli identifica queste nazioni come: Gog del paese di Magog, e ne elenca i nomi, (questi nomi individuano parti degli attuali territori dell'ex Unione Sovietica); Persia (Iran), Etiopia, Put (Libia), Gomer (parte della Turchia orientale ed Ukraina), la casa di Togarma (Turchia meridionale e Iraq). Da quelle zone geografiche sarà sferrato l'attacco finale dalla coalizione EURO-ASIATICA... ma NON PRIMA che l'Europa sia stata messa in ginocchio dai RE CHE PROVENGONO DAL SOL LEVANTE (non si parla di giappone), e cioè dai paesi che circondano la [rinata] "potenza globale Russa".

Secondo quanto si evince dalle profezie, anche la Cina (che sarà alleata con altri stati asiatici) dovrebbe partecipare al conflitto con un imponente esercito di circa 200 milioni di uomini.

Fra non molto, queste nazioni si coalizzeranno allo scopo di rivendicare le ingiustizie e lo sfruttamento arrecatogli dai paesi occidentali che fanno capo alla NATO.. nonché poi annettere i paesi europei colpiti dalla gravissima crisi economica in cui verseranno. In seguito alla nascita di questa NUOVA SUPERPOTENZA GEOPOLITICA si terrà una (ultima) democratica (?) elezione mondiale per UNIFICARE TUTTI I PAESI DEL MONDO sotto una Unica Organizzazione Politico-Religiosa.
 
Dopo 3 anni e mezzo (1260 giorni come descritto nella profezia) un patto sarà stracciato e il Re del Nord attaccherà in massa per “distruggere per sempre” non soltanto la nazione di Israele ma anche TUTTI coloro che sopravvissuti sino a quel momento RAPPRESENTERANNO l'ultimo baluardo della LIBERTA' di coscienza umana che non si piega alla malvagia volontà dell'ultima "Bestia". Ma questo non sarà permesso da Dio. La profezia, predice in maniera inequivocabile che queste nazioni saranno sconfitte e distrutte per intervento diretto del Signore, sia gli eserciti che marceranno contro i figli del Vero Dio, sia i loro paesi di origine.

Israele è dunque il riferimento più importante per chi studia le profezie bibliche, un riferimento essenziale per inquadrare e comprendere appieno gli avvenimenti di un futuro molto prossimo che riguarderanno non soltanto il Medio Oriente ma il mondo intero, non solo il popolo ebraico ma l'intera umanità.
Per concludere possiamo dire che la Parola profetica lasciataci tramite le Scritture è il principale riferimento spirituale per i fedeli figli di Dio in tutto il mondo, ma è anche uno “strumento prezioso” per salvaguardare la nostra vita e quella dei nostri cari, oltre che essere un faro acceso sul VERO futuro dell'intera umanità.

Non sottovalutiamo questo grande dono del Padre nostro, donato GRATUITAMENTE a TUTTI.
Non ignoriamo la Sua Parola di Verità e soprattutto....

NON IGNORIAMO I SEGNI DEI TEMPI.








B O J S

09 febbraio 2008



I PRIMI VERI DISCEPOLI
CHI ERANO, COME VIVEVANO, COME ERANO ORGANIZZATI,
COSA PROPONEVANO AGLI ALTRI




PREMESSA




Quando pensiamo ai "primi veri discepoli" siamo intuitivamente portati a sublimare il concetto di questo originario nucleo di credenti per semplice associazione alla mitica epoca in cui si formarono e vissero. E' fuor di dubbio che l'epoca a cui ci riferiamo è unica ed irripetibile per i fatti portentosi che vi si verificarono a partire dall'evento straordinario della nascita di quel “corpo” unitario nel giorno della Pentecoste, ma anche per la presenza dei dodici apostoli, per l'eccellenza del loro ruolo ("...mi sarete testimoni in Gerusalemme e in tutta la Giudea e Samaria e fino alle estremità della terra.." Atti 1:8), per l'importanza della loro missione ("Andate dunque, ammaestrate tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre, del Figliolo e dello Spirito Santo, insegnando loro di osservare tutte le cose che vi ho comandate" - Matteo 28:19-20), per la suprema autorità conferita ("Chi ascolta voi ascolta me" - Luca 10:66), per la diretta e irripetibile assistenza loro accordata ("guidandoli in tutta la verità, insegnando loro ogni cosa, rammentando tutto ciò che Yahushua aveva loro detto e annunziando loro le cose a venire" - Giovanni 14:26; 16:13). Ma se l'origine, il consolidamento e la diffusione dei Veri discepoli nel suo primo evolversi, passa attraverso gloriosi eventi, eroici compiti, sublimi influenze, non dobbiamo dimenticare che alla base di tutto ciò, anche in quella lontana, mitica epoca, c'è comunque l'uomo con tutti i suoi carnali limiti e con i suoi nobilissimi slanci.

Chi furono dunque i primi veri discepoli?




PRONTI E DETERMINATI NEL RISPONDERE 

Un aspetto veramente caratterizzante di coloro che formarono la prima congregazione è l'immediatezza e la prontezza dello slancio con cui la stragrande maggioranza di loro aderisce al richiamo. I primi quattro chiamati erano semplici pescatori intenti al loro umile lavoro e quindi ignari degli eventi che incombevano. Ma la fulmineità dell'invito non è inferiore alla prontezza dell'adesione, tanto da farci riflettere amaramente sulla riluttanza, il sospetto se non addirittura la contrarietà che si riscontra ai nostri giorni:
"Venite dietro a me e vi farò pescatori di uomini, ed essi [Simone ed Andrea], lasciate prontamente le reti lo seguirono. E passato più oltre vide due altri fratelli, Giacomo di Zebedeo e Giovanni, i quali, nella barca, con Zebedeo loro padre, riassettavano le reti, e li chiamò. Ed essi, lasciata subito la barca e il loro padre, lo seguirono" - (Matteo 4:19-22).


Possiamo immaginare che il messaggio doveva essere di un fascino travolgente, soprattutto per la RIVOLUZIONE dei suoi contenuti, ma non possiamo fare a meno di apprezzare la prontezza e l'incondizionato amore che caratterizza molti dei primi seguaci, DI TUTTE LE ESTRAZIONI SOCIALI, il quale sembra, ai nostri giorni, essere scomparso dalla faccia della terra. Un centurione di Capernaum riuscì persino a meravigliare Gesù con la sua accorata richiesta: "Signore, io non son degno che tu entri sotto il mio tetto, ma dì soltanto una parola e il mio servitore sarà guarito" (Matteo 8:8). "Io vi dico in verità che in nessuno, in Israele, ho trovato tanta fede". Uno scriba, di cultura certamente superiore, ci impressiona per la sua illimitata dedizione: "Maestro, io ti seguirò dovunque tu andrai" - (Matteo 8:19).
Un esattore di tasse (Matteo) sedeva al banco della gabella "e Yahushua gli disse: seguimi! Ed egli levatosi lo seguì" (Matteo 9:9). Una donna affetta da un'emorragia continua che nessuno aveva potuto guarire così si rivolge al Messyah: "se solo riuscirò a toccare la tua veste sarò guarita" - (Matteo 9:21).


Si tratta quindi di una predisposizione sincera e diffusa che certamente gioca un ruolo determinante nel formarsi e nel moltiplicarsi dei primi veri discepoli.



CHI ERANO E QUANTI ERANO




Il primo nucleo si "materializza" a Gerusalemme. Alla strepitosa predicazione di apertura di Pietro rispondono, con slancio, circa tremila persone (Atti 2:41), ma in pochi giorni, per la travolgente attività degli apostoli accompagnata da opere potenti e da prodigi, coloro che sceglieranno Cristo diventano circa cinquemila (Atti 4:4). E' ragionevole pensare che un numero così ragguardevole di individui comprendesse uomini di ogni cultura, di ogni ceto sociale, di diverse origini etniche. Non ci è dato di sapere quale fu, successivamente, il grado di perseveranza di tutti questi battezzati: presumibilmente alcuni ritornarono rapidamente nel mondo riassorbiti dalla difficoltà del primo impatto o dalla paura per i gravi atti persecutori che si andavano perpetrando ad opera del potere politico e religioso giuridico (per ben due volte Pietro e Giovanni erano stati arrestati, diffidati e minacciati e, la seconda volta, perfino bastonati).

Diversi altri, essendo stranieri, ritornarono ai luoghi d'origine, contribuendo alla diffusione del Messaggio di Yahushua. Certo è che l'assemblea della comunità di Gerusalemme, come ci viene presentata in Atti 4:31, sembra essere molto meno numerosa di cinquemila persone. Ed è proprio grazie a questo drastico ridimensionamento che ci è possibile delineare, sia pur sommariamente i tratti salienti della prima vera comunità cristiana, secondo gli elementi desumibili dai Fatti degli Apostoli. Quanto a composizione appare evidente che si trattasse di ebrei nati in Palestina a cui si aggiungeva una minoranza di ebrei originari di altri paesi (ellenisti). Sta di fatto che questa prima comunità fu fortemente incline alla continuazione di pratiche giudaiche (frequentazione del tempio, rispetto di feste, digiuni, osservanza di prescrizioni religiose ed igieniche, ecc.) coesistenti ad assidue adunanze cristiane, addirittura quotidiane, in case private, ove si ascoltavano gli insegnamenti apostolici:
"Essi ascoltavano con assiduità l'insegnamento degli Apostoli, vivevano insieme fraternamente, commemoravano la cena del Signore e pregavano insieme". - (Atti 2:42)



COESIONE ED UNITÀ NELLO SPIRITO E NELLA PREGHIERA



E' comprensibile dunque come l'effetto principale di questa assiduità e fedeltà al "modus vivendi" cristiano e garantita dalla presenza degli apostoli fosse un evidente senso di coesione e di unità. Di questa congregazione ci viene riferito sinteticamente (Atti 4:32) che "era un solo cuore e una sola anima" per significare che ad una grande e cosmopolita fratellanza fece riscontro uno spirito di fraternità e di unità mai più eguagliata nella storia del Cristianesimo. Per tale motivo, e soprattutto a causa della evidente inconsistenza dei legami spirituali ed affettivi che contraddistingue le moderne chiese della cristianità, la prima comunità di Gerusalemme ci appare meritevole di devota osservazione e di attenta emulazione. I primi discepoli si dedicarono molto alla preghiera, poichè ne comprendevano il VERO POTERE. In occasione della carcerazione di Pietro i cristiani si riunirono in casa di Maria, madre di Giovanni Marco e pregarono con grande intensità e fervore per la sua liberazione che avvenne quella stessa notte (Atti 12:1-12). La preghiera nella comunità è fondamentale per il suo sviluppo spirituale e per imprimere efficacia all'accoglimento delle richieste. Quale meravigliosa potenza risiede nella pratica della preghiera! Eppure quanto poco e con quanta superficialità si prega oggi!



LA COMUNIONE DEI BENI

Si tratta dunque di un'epoca di intenso fervore spirituale, ove, in assenza di regole pratiche consolidate e di una salda organizzazione comunitaria, si verificano anche iniziative, quale la comunione dei beni, le cui motivazioni, al di là dell'amore e della spontaneità che distintamente affiorano, sono ancora oggetto di dibattito, ma i cui effetti non furono privi di conseguenze anche negative. E' ragionevole supporre che la comunità di Gerusalemme, essendosi formata per prima e comprendendo una numerosa componente di membri originari di altri paesi, costituisse inizialmente un punto di riferimento e fosse oggetto di molte visite da parte di forestieri. L'esercizio dell'amore e dell'ospitalità verso stranieri residenti a Gerusalemme, privi di risorse per la lontananza dal loro paese di origine, e verso visitatori esterni sicuramente bisognosi di ogni cosa, dovette mettere a dura prova le risorse dei fratelli locali tanto da indurli a praticare una sorta di comunione dei beni a cui indubbiamente ciascuno contribuì spontaneamente secondo le proprie disponibilità e spesso spogliandosi di ogni cosa. Tale esperienza, mai ripetuta altrove, fu caratterizzata da grande generosità e soprattutto da totale assenza di imposizione da parte degli apostoli. Ma a dimostrazione dell'eterogeneità di convinzione interiore e di maturità spirituale, non mancarono episodi scarsamente edificanti come quello famoso di Anania e Saffira (Atti 5:1-10).



IL DISSENSO DEGLI ELLENISTI


D'altro canto, tale forma di cassa comune, da cui tutti dovevano trarre il necessario sostentamento quotidiano, impose una forma organizzativa che non mancò di provocare malcontenti e lamentele. In Atti 6:1 ci si narra: "Ora in quei giorni, moltiplicandosi il numero dei discepoli, sorse un mormorio tra gli Ellenisti contro gli Ebrei perché le loro vedove erano trascurate nell'assistenza quotidiana".
L'atteggiamento di riguardo verso una o più persone piuttosto che verso altre è una propensione da cui non furono esenti nemmeno i primi discepoli di Gerusalemme. Anche nella prima comunità che godeva della preziosissima presenza degli Apostoli si venne a manifestare la prima contrapposizione di gruppi tra ebrei palestinesi ed ebrei ellenisti. Indubbiamente tra i due gruppi sussistevano notevoli differenziazioni nella lingua (i primi parlavano aramaico i secondi preferibilmente greco), nella pratica religiosa (i primi più inclini a perpetrare il rispetto della Legge i secondi meno rigidi e più tolleranti), nelle consuetudini. Tali aspetti avranno certamente costituito motivo di discussione e di tensione tanto che il diverso trattamento delle vedove elleniste nella distribuzione dei pasti dovette essere un episodio sicuramente marginale.


Come è noto il problema fu superato costituendo sette uomini addetti all'amministrazione delle risorse, sette uomini "di buona testimonianza, pieni di spirito e di sapienza", quasi sicuramente tutti di estrazione ellenista come dimostrano i loro nomi greci (Stefano, Filippo, Procoro, Nicanore, Timone, Parmene e Nicola di Antiochia). L'evento ci appare interessante in quanto è questa l'origine dell'organizzazione e della distribuzione di incarichi, ma ancora più interessante appare il fatto che la totalità della comunità cristiana non ebbe difficoltà ad affidare l'incarico di amministrare le risorse quotidianamente disponibili, proprio a uomini provenienti dalla parte che si considerava danneggiata: "e questo ragionamento piacque a tutta la moltitudine" Atti 6:5. Questo ci fa comprendere che tra i primi veri discepoli non si radicarono atteggiamenti di divisione anche in quelle circostanze in cui, apparentemente, affioravano sospetti di indebito riguardo o ingiustificate preferenze, ma al contrario le difficoltà venivano superate proprio manifestando la più ampia disponibilità e buona fede. Quanto ha da imparare la cristianità moderna, ove spesso l'ombra di un sospetto o l'insorgere di qualche banale divergenza covano a lungo negli anni, si consolidano e amplificano la loro azione proprio come un lievito maligno che è in grado di far fermentare tutta la massa provocando insondabili lacerazioni.



CORAGGIO E FEDELTÀ


Tra i sette prescelti eccellevano i nomi di Filippo e Stefano, le cui gesta sono note a tutti e, specialmente per quanto concerne quest'ultimo "pieno di grazia e di potenza", si può ritenere che egli rappresenti la sublimazione del coraggio e della fedeltà, spinta fino alle estreme conseguenze, che contraddistinse i primi veri discepoli di Gerusalemme, i quali, a partire dal martirio di Stefano, furono chiamati ad una prova di sofferenza e di dolore a cui non si sottrassero e che consentì alla comunità di espandersi in tutto il mondo allora conosciuto. Già Pietro aveva dato ampia dimostrazione di coraggio rintuzzando memorabilmente le intimidazioni e le minacce: "..bisogna ubbidire a Dio anziché agli uomini.." (Atti 5:29). Ma il merito di Stefano, al di là della sua ineguagliabile forza d'animo, sta nell'aver intuito l'universalità del messaggio di Yahushua il quale non costituiva una banale ramificazione del Giudaismo ma si staccava nettamente dal Tempio per irradiare in tutto il mondo quel culto "in spirito e verità" prefigurato dal Messyah stesso (Giovanni 4:21-24). Stefano infatti si impose tragicamente all'attenzione dei suoi mortali nemici disputando coraggiosamente con i membri della "sinagoga detta dei Liberti, dei Cirenei e degli Alessandrini e di quelli della Cilicia e dell'Asia" (Atti 6:9) ed il suo messaggio preannunciava la fine del Giudaismo e il sopravvento del Messyah (Atti 6:14).


E' intuibile come la proclamazione di idee così innovative gli procurò l'odio di nemici mortali. Arrestato e costretto a difendersi davanti al Sinedrio, ci ha tramandato quella sua memorabile requisitoria in cui ripercorse come in un indimenticabile testamento i capisaldi della sua predicazione, mise sotto accusa i suoi stessi accusatori imputando loro il tradimento e l'uccisione del Messyah, l'ignoranza e l'inosservanza della Legge. Il suo discorso è rimasto incompiuto ma il suo messaggio si è rivelato esplosivo per effetto della persecuzione diretta specialmente verso gli Ellenisti e della loro successiva diaspora.


LA QUESTIONE DELLA CIRCONCISIONE


Se i primi discepoli di Gerusalemme ci hanno offerto un grandissimo esempio di coerenza e di forza d'animo anche nelle più terribili sofferenze, la loro più luminosa dimostrazione di fedeltà all'insegnamento degli apostoli ci proviene dal modo con cui affrontarono la questione della circoncisione, di per se stessa delicatissima in quanto si trattava di una questione dottrinale. L'episodio ci è noto in quanto ci viene narrato in tutta la sua drammaticità in Atti 15:1-29. La verità venne presentata dagli anziani e dagli Apostoli a tutta la comunità senza reticenze anche se fu oggetto di una "gran disputa" ed a conclusione di appassionati interventi si giunse ad una soluzione unanime ed univoca. La comunità unita provvide a redigere una dichiarazione scritta da divulgare sull'argomento. Così la controversia si concluse con il sopravvento dell'insegnamento apostolico sui pregiudizi, le tradizioni e le eredità affettive sanzionata dalle Scritture in Atti 6:7: "E la Parola di Dio si diffondeva e il numero dei discepoli si moltiplicava grandemente in Gerusalemme; ed anche una gran quantità di sacerdoti [del Tempio] prestavano ascolto alla predicazione degli Apostoli e credevano".



CONCLUSIONE

I primi discepoli dunque ci hanno proposto un incrollabile spirito di unità e fratellanza tanto più apprezzabile in quanto instauratosi in una comunità di composizione variegata ed eterogenea. La congregazione di Gerusalemme in particolare, guidata dagli Apostoli, si contraddistingue per l'oculata selezione dei suoi ministri e per l'ordine e l'amore con cui seppe affrontare ogni suo problema di carattere organizzativo o dottrinale. Il risultato più eclatante è la conversione di migliaia di persone nel breve periodo di tre anni. Una congregazione di fedeli assidua nel radunarsi e pronta ad esprimere una liberalità rimasta ineguagliata nella storia dei discepoli di Yahushua. Una comunità la cui dolorosa diaspora ha prodotto all'esterno l'inarrestabile diffusione dell'Evangelo e all'interno una clamorosa vittoria sull'illegale opposizione degli atei sadducei, degli arroganti farisei e di uno Stato persecutore e crudele.


Il loro insegnamento e il loro esempio rimane per noi ineguagliabile. Sia che crediamo o meno, l'unità e l'amore che hanno avuto questi uomini anche in momenti di grande tensione nei rapporti dovrebbe insegnarci che TUTTO si può affrontare e risolvere se si è UNITI nella speranza sorretta da un FORTE e altruistico amore per la Verità.









B O J S

22 luglio 2007


La teorizzazione completa della Qabbalah, o Cabala, ebraica fu assai più complessa di quanto si possa pensare e si sviluppò compiutamente nel corso di almeno due secoli a partire dal 1100. Si trattò di un complesso lavoro di elaborazione ed esegesi basato sullo studio di due testi fondamentali del passato. Il Sepher Yetzirah e lo Zohar e sulla loro attualizzazione.


Il Sepher Yetzirah, o Libro della Creazione, per lungo tempo creduto composto da un certo Akiba, un rabbino del II secolo, venne redatto in realtà almeno quattrocento anni dopo. Anche se piuttosto breve, lo scritto è ricco di suggestioni e carico di riferimenti esoterici e la sua struttura sapienzale mira a tracciare la strada al neofita che voglia comprendere il mistero della Merkaba, o Visione del Trono: ciò è possibile solo dopo aver approfondito la conoscenza dei trentadue sentieri misteriosi della Sapienza, grazie ai quali Dio ha compiuto la creazione. Di fatto si tratta di una metafora della Conoscenza, visto che tali percorsi simboleggiano null'altro che le ventidue lettere dell'alfabeto ebraico più i dieci numeri di base, detti Sephiroth.


Poprio la volontà di scoprire il senso nascosto di questo testo diede origine a molte sette a partire dal XII secolo. La più nota è probabilmente quella quella fondata da "Giuda il Pio" che battezzò il proprio gruppo Hassidim, con riferimento a un misterioso gruppo di iniziati (vissuto molti secoli prima - ndr) a cui si fa riferimento anche nella Bibbia e dal quale sarebbe poi nato il movimento farisaico (lo stesso che giurò di uccidere Gesù il Cristo - ndr). Essi erano anche conosciuti come i "Pii di Germania", perché fu proprio qui che questa complessa filosofia conobbe la più ampia diffusione. Il loro credo, se da un canto mirava alla promozione della persona come piccolo universo, dall'altro l'assoggettava a un rigido servizio che l'aderente alla setta doveva prestare a chiunque, a partire, ovviamente dai più poveri. In questo modo la Shekkinah, ovvero la presenza di Dio tra gli uomini si concretizzava anche grazie all'opera dell'uomo.


Una lettura completamente differente venne, invece, a partire dai primi anni del 1200 a opera di Ezra Salomon e, soprattutto, dal suo allievo ed erede spirituale, Mose' Nachman. Questi due rabbini, originari di Gerona in Spagna, promossero una nuova visione della Yetzirah che avrebbe influenzato sostanzialmente l'interpretazione successiva. Essi, infatti, vollero scorgervi non più e non solo, la manifestazione presente o futura di Dio e si preoccuparono soprattutto di trovarvi una via verso la Conoscenza. Il Sapere, dunque, diveniva il vero mezzo di affrancamento dell'uomo, grazie alla rivelazione divina: una posizione che avrebbe condotto, di lì a pochi decenni, alla redazione dello Zohar.
E' interessante notare che nessuna di queste sette, però, colse a fondo gli evidenti riferimenti a una nuova Creazione contenuti nella Yetzirah: si trattava di un messaggio di rinnovamento non solo interiore che si sarebbe presto manifestato, il quale apparentemente non venne raccolto.


Discorso differente per lo Zohar che, stravolgendo l'interpretazione dei dieci Sephiroth non più intesi come elementi legati alla cosmologia, ma piuttosto simili ai dieci "passi" da percorrere per arrivare a una nuova gnosi, propose una visione secondo la quale il compimento del Regno su questa Terra finiva per essere già una concreta manifestazione del Trascendente.
Lo scritto attribuito al rabbino Simeone Bar Yoshai, vissuto intorno al II secolo dopo Cristo, venne in realtà redatto da Mosè de Leon, vissuto nella seconda metà del XIII secolo.
Punto nodale del libro è la Manifestazione del "Misterioso tra i Misteriosi", un'Entità superiore immateriale che, decidendo di manifestarsi, produce il primo pensiero da cui scaturisce l'inizio di ogni cosa nei cieli e sulla terra. Questo primordiale pensiero, secondo il testo si chiama Mi, e diviene origine di tutto il Creato e l'Increato. A sua volta Mi crea Elch, e insieme raggiungono la perfezione e l'equilibrio, divenendo Elohim, l'appellativo con cui gli ebrei ancora oggi identificano il Signore Iddio.


Questo complesso rapporto tra elementi creati e non creati si inserisce l'interpretazione delle 10 Sephiroth identificate come differenti manifestazioni dell'unico Elhoim e che rappresentano la sua regalità sapienza giustizia amore presenza sino alla decima e ultima Sephiroth che rappresenta il Regno Avvenire (Malkuth) in cui tutto si compirà. E non tragga in inganno l'apparente similitudine tra le altre che l'anno preceduta e l'interpretazione Zoharista delle Sephiroth: la differenza fondamentale sta proprio nel voler correlare strettamente queste ultime con una visione messianica in cui il Malkhuth diviene una manifestazione stessa della divinità.


Secondo questa visione Mosè de Leon creò una struttura esoterica che divenne centrale per tutta l'interpretazione cabalistica che ebbe origine a cominciare da lui stesso. Non stupisce allora la nascita di diverse sette che nelle pieghe della cabala trovarono la giustificazione ai propri movimenti di stampo esoterico. Il compimento del regno finiva allora per coincidere con la venuta di un nuovo Adamo che tornava per ristabilire gli equilibri che la cacciata dall'eden aveva irrimedibilmente compromesso. Ecco quindi l'attenzione spasmodica e in alcuni casi quasi fanatica che molti di questi movimenti dedicavano all'interpretazione di segni più o meno misteriosi che a loro giudizio si manifestavano in questo mondo, scorgendo in essi segnali evidenti dell'approssimarsi del "Malkuth", alla cui pienezza gli adepti avrebbero partecipato a scapito di coloro che vivevano scelleratamente la propria esistenza.


Alcuni di questi movimenti finirono in tal modo per trasformarsi in vere e proprie società segrete, nelle quali venivano accolti pochi eletti che sarebbero stati i primi a godere della pienezza del regno, quando questo si fosse manifestato. A giudizio dei fondatori solo coloro che si fossero opportunamente preparati con una vita di ascesi e sacrifici a questo evento avrebbero potuto parteciparvi. Naque in tal modo un misterioso sottobosco di gruppi e sette che, pur continuando a rimanere legati alla tradizione ebraica, si strutturarono autonomamente. Da questa base religiosa naque infatti anche una rete di contatti che promosse la reciproca solidarietà tra i propri membri, basata sull'appartenenza ad un movimento.


Secondo alcuni storici tale fenomeno finì per influenzare addirittura l'emigrazione e l'insediamento di alcune delle più note famiglie ebraiche verso il nord europa ove posero grazie a questa misteriosa ragnatela di complicità, le basi per il proprio successo economico.




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